«La verità dei fatti. La dignità di chi non si arrende. La testa alta». Con queste parole Massimo Cariello commenta l’assoluzione nel procedimento relativo alla presunta turbativa sulla gestione delle Politiche sociali e del Piano di Zona ad Eboli. La sentenza, secondo quanto riferito dall’ex sindaco nel comunicato diffuso il 28 ottobre 2026, ha stabilito che il fatto non sussiste, segnando un passaggio importante in una vicenda giudiziaria che ha inciso profondamente sulla sua vita personale e sul suo percorso politico. «Oggi si è chiusa una pagina importante di una lunga vicenda giudiziaria che mi ha segnato profondamente», afferma Cariello, sottolineando il peso umano affrontato durante questo periodo.
Il quadro giudiziario: procedimenti, archiviazioni e le tappe future
Nel ricostruire il quadro giudiziario che lo ha riguardato, l’ex primo cittadino parla di oltre 80 esposti e più di 40 procedimenti, indicando un bilancio composto da 33 archiviazioni, cinque assoluzioni, due procedimenti ancora in corso e una condanna definitiva. Su quest’ultimo punto Cariello precisa di non voler nascondere né negare la definitività della decisione, pur ribadendo le proprie riserve sulla vicenda e annunciando l’intenzione di valutare gli strumenti di tutela ritenuti ancora percorribili, compresi quelli in ambito europeo e l’eventualità di una domanda di grazia al Presidente della Repubblica. Per quanto riguarda il procedimento sulle Politiche sociali, l’ex sindaco ricorda che inizialmente erano stati contestati 18 capi d’imputazione: 17 sarebbero stati successivamente archiviati, mentre per la vicenda oggetto della recente sentenza è arrivata l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Cariello dichiara di rispettare la magistratura e le sue decisioni, rivendicando al tempo stesso il diritto di continuare a sostenere le proprie ragioni attraverso gli strumenti previsti dalla legge.
Il prezzo politico e il rapporto con la comunità di Eboli
Nel comunicato, l’ex amministratore affronta le conseguenze che l’accumularsi di denunce ed esposti avrebbe prodotto sulla sua esperienza politica, sostenendo di aver pagato un prezzo umano e politico molto elevato. Rivendica un percorso costruito senza appartenenze consolidate e senza quelli che definisce «padrini», richiamando il legame con la comunità ebolitana. Senza attribuire intenzioni specifiche a chi ha presentato le segnalazioni, osserva che il ricorso ripetuto agli esposti può avere ripercussioni sulle persone coinvolte, sul dibattito politico e sull’attività amministrativa. «Oggi mi tolgo un peso, ma non cancello le ferite né il prezzo umano che ho pagato», scrive, ringraziando la famiglia e i cittadini che gli sono rimasti vicini nei momenti più difficili.
I risultati dichiarati sul fronte delle Politiche sociali e dell’inclusione
Una parte centrale del suo intervento è dedicata ai risultati attribuiti all’amministrazione comunale nel campo delle Politiche sociali, realizzati in una fase caratterizzata da difficoltà finanziarie e da un Comune in predissesto. Tra le iniziative ricordate figura il coinvolgimento di oltre 250 giovani attraverso il Servizio civile, tirocini, stage, borse di studio e praticantato. Sul fronte dell’inclusione, Cariello richiama la spiaggia «Mare di Tutti», descritta come la prima della provincia dedicata alle persone con disabilità e attrezzata per favorire una più ampia fruizione del tempo libero. L’ex sindaco rivendica inoltre la riduzione dei tempi di pagamento del Fondo per la non autosufficienza destinato agli assegni di cura per le persone con disabilità grave e gravissima, passati da circa 540 giorni a pagamenti bimestrali regolari. Nel bilancio figurano anche l’aumento delle assistenti sociali da nove a 22 unità, il potenziamento dell’assistenza specialistica scolastica, l’incremento delle ore di assistenza domiciliare agli anziani e la riattivazione dei servizi domiciliari per le persone anziane sole. Cariello ricorda inoltre la creazione di tre Centri Famiglia nell’ambito territoriale, il rafforzamento del personale del Piano di Zona, il sostegno al Centro antiviolenza, i progetti di integrazione rivolti alle persone immigrate e le iniziative dedicate alla disabilità, tra cui la nomina del Disability Manager e il progetto inclusivo «Il Forno di Vincenzo».
La visione del Piano di Zona: il modello pubblico e il messaggio alla città
Un passaggio specifico riguarda il modello di gestione del Piano di Zona. Cariello ricorda di aver proposto la costituzione di un consorzio pubblico con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il controllo, la trasparenza e la tutela dell’interesse collettivo. La proposta avrebbe dovuto essere sottoposta ai Consigli comunali, ma il percorso sarebbe stato interrotto dall’emergenza Covid. In seguito, l’amministrazione subentrata ha optato per un modello di tipo privatistico: una differenza che l’ex sindaco considera sostanziale, sostenendo che le Politiche sociali debbano restare saldamente ancorate al controllo pubblico per garantire i diritti delle persone più fragili. Nel suo intervento richiama anche gli esiti dei procedimenti conclusi come elementi a sostegno del lavoro svolto dalla struttura amministrativa, dal coordinamento del Piano di Zona ai funzionari comunali. In conclusione, Cariello rivolge un ringraziamento ai suoi avvocati, Cecchino Cacciatore e Costantino Cardiello, e a quanti gli hanno manifestato affetto e vicinanza nel corso degli anni, rivendicando le proprie origini nel quartiere Paterno. «Non sono nato nei palazzi del potere e non rinnego la mia storia», scrive, ribadendo la volontà di proseguire «a testa alta» e concludendo con un messaggio rivolto alla città: «Il mio impegno non cambia: Eboli e i suoi cittadini, prima di tutto. Sempre».
