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Allarme inquinamento nel Testene ad Agropoli: veleni nel fiume e fauna a rischio

Sospetti scarichi, degrado e moria di fauna nel fiume Testene ad Agropoli. Esplode la protesta politica e le associazioni chiedono interventi urgenti.

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 11/08/2026
Aggiornato il: 12/08/2026
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Allarme inquinamento nel Testene ad Agropoli: veleni nel fiume e fauna a rischio

Il fiume Testene, che attraversa il centro abitato di Agropoli, si trova di nuovo al centro di una possibile emergenza ambientale. Le segnalazioni arrivate da residenti e visitatori evidenziano una situazione anomala, caratterizzata da acque torbide, accumuli di rifiuti e il sospetto di sversamenti illeciti. Il caso ha subito riacceso il dibattito sulla tenuta delle infrastrutture cittadine e sulla gestione della tutela ambientale in pieno periodo estivo.

Allarme sul fiume Testene e la richiesta di controlli

L’emergenza è stata sollevata con forza dal consigliere di minoranza Massimo La Porta a seguito di un sopralluogo lungo il corso d’acqua. La denuncia riguarda la presenza di detriti e anomalie visibili nel flusso idrico.

“È questa la cartolina che vogliamo mostrare a cittadini, turisti e imprenditori?” si è chiesto La Porta. “Come possiamo parlare di turismo, sviluppo e attrattività se non siamo capaci di garantire pulizia, decoro e tutela ambientale nel cuore della città? L’Amministrazione Mutalipassi non può continuare a voltarsi dall’altra parte. Occorre individuare e interrompere immediatamente l’origine dello scarico, verificare la condotta, effettuare i necessari controlli ambientali e procedere alla bonifica dell’area”.

A seguito delle sollecitazioni, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi si è attivata inviando una nota ufficiale agli enti competenti per sollecitare verifiche dettagliate sia sul Testene sia sui suoi affluenti. Il primo cittadino, che ultimamente apparirebbe sempre più nervoso per la situazione politico-amministrativa in città, ha garantito massima attenzione alle questioni ambientali.

La polemica sulle infrastrutture fognarie e i fondi Pnrr

Le rassicurazioni del primo cittadino, però, non hanno fermato le polemiche. Il consigliere Raffaele Pesce ha espresso un duro giudizio sull’operato dell’amministrazione, mettendo in luce criticità strutturali mai risolte.

“Depuratore e rete fognaria non reggono una città cresciuta senza regole e, ultimamente, con le regole di un Piano urbanistico comunale (PUC) ballerino. Su questi argomenti si dovrebbe discutere, programmare seriamente, investire, lo chiedo da quattro anni” ha affermato Pesce.

Il consigliere ha poi ricordato i precedenti passaggi d’aula: “Più volte ho portato l’argomento tutela delle acque in consiglio, e non solo nel periodo estivo. Il sindaco, con una relazione scritta, oltre un anno fa rispose, stizzito, che i controlli non spettassero all’ente comunale e che il depuratore funzionasse ‘in modo ottimale’. Sarà dunque questo il motivo per il quale per il depuratore, fognature, corsi d’acqua, nessuna opera è stata prevista, programmata, progettata dal Comune e dall’ASIS, con riferimento alla misura PNRR ‘Investimento 4.4 – Investimenti in fognatura e depurazione’, (amministrazione titolare il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica)”.

Pesce ha inoltre sottolineato l’importanza persa di tali finanziamenti: “L’obiettivo della misura richiamata era proprio quello di intraprendere investimenti che rendano più efficace la depurazione delle acque reflue scaricate nelle acque marine e interne e, ove possibile, trasformare gli impianti di depurazione in ‘fabbriche verdi’ per consentire il riutilizzo delle acque depurate a scopi irrigui e industriali. Dell’adduzione al depuratore di Varolato, nel Comune di Capaccio Paestum, nonostante i milioni di euro spesi, non si parla più. Oggi, ad agosto inoltrato, il sindaco chiede controlli alle autorità competenti e fa un bel post. Le disfunzioni strutturali della rete fognaria sono ben conosciute. Un post elettorale non ‘risolve’ un problema serio”.

Fauna in pericolo e degrado dell’oasi naturalistica

Oltre agli aspetti politici e infrastrutturali, il degrado del fiume sta avendo impatti evidenti sulla fauna locale. Gerardo Scotti, responsabile dell’associazione “Genesi per l’ambiente”, ha segnalato il recente ritrovamento di un’altra anatra morta nell’oasi del Testene, simbolo dell’impoverimento dell’ecosistema locale.

“In quattro anni di amministrazione Mutalipassi siamo passati da più di 200 animali a uno e da un parco fluviale frequentato da migliaia di persone al massimo degrado di questa risorsa bellissima. La tristezza è tanta ma sono sicuro che chi amministrerà in futuro questa città avrà le capacità di far rinascere il nostro fiume e consegnare alla citta una risorsa unica e straordinaria” ha dichiarato Scotti.

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