Allarme ambientale nel weekend lungo la costa di Capaccio Paestum, dove una palese alterazione cromatica delle acque alla foce del fiume Acqua Sulfurea, in località Linora, ha generato forte preoccupazione tra i bagnanti presenti sul litorale. L’episodio, caratterizzato dall’improvvisa comparsa di una densa scia di colore marrone, è stato prontamente attenzionato dalle autorità locali e dalle associazioni del territorio, portando nel giro di poche ore all’individuazione della sorgente dell’inquinamento e al sequestro preventivo dell’impianto responsabile.
La ricostruzione dei fatti e l’intervento dei droni
La presenza anomala di materiale nel corso d’acqua ha spinto i cittadini presenti sulla spiaggia a lanciare immediate segnalazioni. L’attivazione dei protocolli di verifica è stata istantanea grazie al coordinamento territoriale e al contributo di CittadinanzAttiva. La Polizia Municipale di Capaccio Paestum, giunta sul posto nell’arco di cinque minuti dal primo allarme, ha impiegato la tecnologia dei droni per effettuare una ricognizione aerea dettagliata del bacino idrico, riuscendo a risalire rapidamente lungo l’asta fluviale fino all’origine dell’anomalia.
Successivamente sono sopraggiunti i Carabinieri Forestali e gli uomini della Capitaneria di Porto per condurre i rilievi di rito e definire il quadro operativo e normativo delle violazioni riscontrate.
L’origine dello sversamento e i provvedimenti giudiziari
Gli accertamenti tecnici eseguiti dalle forze dell’ordine unitamente agli organi inquirenti hanno consentito di far luce su una dinamica ecologicamente critica. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le sostanze finite nel canale provenivano da un’azienda zootecnica della zona.
Nello specifico, l’inquinamento sarebbe stato causato dall’impiego di una pompa per lo smaltimento del digestato direttamente sul terreno contiguo. Il composto, filtrando nei strati superficiali e nelle falde acquifere, ha raggiunto il letto del fiume traportando una miscela di liquidi di scarto e sedimenti terrosi fino al mare. A seguito delle risultanze emerse, l’intera struttura aziendale è stata posta sotto sequestro e sono stati prescritti contestualmente prelievi campionari per le analisi microbiologiche, necessarie a determinare la portata epidemiologica ed ecologica del danno.
La posizione di CittadinanzAttiva
A fornire un quadro dettagliato sulla situazione ed a sottolineare l’importanza del senso civico è intervenuto Ernesto Franco, rappresentante di CittadinanzAttiva, che ha ricostruito i passaggi chiave della vicenda:
“La situazione è tuttora in evoluzione. Il fronte dello sversamento si sta lentamente spostando e saranno necessari ancora alcuni giorni prima che il corso d’acqua possa tornare alle condizioni di trasparenza che avevamo riscontrato in precedenza.”
Franco ha poi dettagliato le fasi operative dell’ispezione: “Abbiamo immediatamente allertato la Polizia Municipale del Comune di Capaccio Paestum. La prima pattuglia è arrivata sul posto in circa 5 minuti e, con l’ausilio del drone, è stato possibile individuare la probabile origine dello sversamento. Sul posto sono successivamente intervenuti anche i Carabinieri Forestali e la Capitaneria di Porto, che hanno effettuato gli accertamenti.”
In merito alle responsabilità emerse durante il sopralluogo, il rappresentante dell’associazione ha evidenziato: “Da quanto emerso durante le verifiche, la situazione si è rivelata ben più grave di quanto inizialmente ipotizzato: sarebbe stata utilizzata una pompa per lo smaltimento direttamente sul terreno del digestato proveniente da un impianto a biogas collegato a un’azienda zootecnica. Il materiale avrebbe raggiunto il terreno e le falde, determinando lo sversamento che abbiamo visto arrivare nel corso d’acqua, composto principalmente da liquido proveniente dall’impianto e materiale terroso. L’azienda è stata posta sotto sequestro, con l’adozione dei provvedimenti previsti dalla legge.”
Riguardo ai successivi passaggi analitici e al valore delle denunce dei privati cittadini, Franco ha concluso: “Sono state inoltre effettuate analisi microbiologiche, i cui risultati saranno fondamentali per comprendere con maggiore precisione la natura e l’entità dell’impatto sul corso d’acqua. Quello che ci preme sottolineare è un aspetto: segnalare tempestivamente serve. In pochi minuti dall’allerta, le autorità erano sul posto. L’utilizzo del drone ha consentito di individuare rapidamente la zona da cui proveniva lo sversamento e ha permesso agli organi competenti di intervenire. Ora continueremo a seguire l’evoluzione della situazione e a monitorare il fiume nei prossimi giorni.”
