Un’operazione è stata condotta nella giornata di ieri dai Carabinieri Forestali di Sapri, guidati dal Maresciallo Ordinario Luigi Di Berardino unitamente al personale dell’Ufficio Tecnico comunale, in località Pali, nei pressi del San Giorgio, lungo la strada statale 18. I militari, a seguito di diverse verifiche, hanno accertato la realizzazione di un ingresso abusivo che dalla statale conduceva a un’area privata, attraverso una nuova strada in terra battuta di circa sessanta metri di lunghezza e sei metri di larghezza.
Abusi edilizi a Sapri: le contestazioni
L’area in questione risulta interessata da vincoli di natura paesaggistica e idrogeologica e, secondo quanto verificato con il personale tecnico, per la realizzazione dell’accesso e della strada non risultavano acquisiti i necessari titoli autorizzativi. Nel corso del sopralluogo sono stati inoltre individuati tre distinti punti di deposito di materiali, per una superficie complessiva di circa centosessanta metri quadrati, nei quali erano presenti due veicoli fuori uso privi di motore, parti di autocarri, un motore, materiale ferroso, legno, plastica, contenitori di vernice e materiali derivanti da attività edilizie, in parte miscelati con terreno e pietrame.
Una serie di accertamenti, supportati da rilievi fotografici e georeferenziati, ha portato al sequestro dell’area e dei materiali presenti, ai sensi dell’articolo 321 del codice di procedura penale. Sono tuttora in corso ulteriori verifiche per ricostruire l’origine dei materiali e le modalità con cui sono stati realizzati l’accesso e i depositi.
Stretta dell’Ente Parco contro gli abusi a Camerota
A Camerota, in località Piano, invece, i Carabinieri del Nucleo Parco avevano scoperto interventi non autorizzati su terreni di proprietà comunale, gravati da usi civici e situati in zona C2 del Parco Nazionale.
Le verifiche hanno evidenziato una pesante alterazione del paesaggio: sbancamenti meccanici e operazioni di spietramento su una superficie di quasi settecento metri quadrati. Non solo. È emersa anche una pista sterrata lunga quarantacinque metri, oltre a strutture in cemento e acciaio destinate a una mangiatoia.
L’accusa formale è di aver agito senza il prescritto nulla osta dell’Ente Parco. Per questo l’Ente ha pubblicato un’ordinanza di demolizione e ripristino.
