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Cilento

Capaccio Paestum: Solenni festeggiamenti per la “Madonna del Granato”

La Comunità di Capaccio Paestum, in festa per i Solenni festeggiamenti in onore della Madonna del Granato

Concepita Sica
14/08/2022 9:00 PM
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«L’Immacolata sempre Vergine Maria, Madre di Dio, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo» (DS 3903) Con queste parole il 1° novembre 1950 Papa Pio XII, al termine di un lungo iter di studi e di fervore devozionale, proclamava il dogma dell’Assunzione di Maria santissima al cielo. 

Il privilegio concesso a Maria consiste nel dono della totale glorificazione, in anima e corpo, a somiglianza del Figlio. Questa verità di fede attraversa la storia bimillenaria della Chiesa. È presente nelle riflessioni teologiche, nei testi omiletici, nella fede e nella devozione popolare. Le tantissime parrocchie storicamente intitolate alla Vergine Maria Assunta in cielo, testimoniano l’accoglienza di questa dottrina prima ancora del pronunciamento dogmatico.

L’Assunzione di Maria nella storia

La definizione dogmatica sull’Assunzione è il momento conclusivo di un vasto movimento di consensi su questa verità di fede lungo i secoli, di una più recente consultazione dell’intero episcopato ed il relativo assenso.

Testimonianze sull’attenzione rivolta al tema si trovano nella letteratura patristica (in Efrem il Siro, IV secolo; Epifanio di Salamina, fine IV secolo; San Gregorio di Tour, VI secolo; San Giovanni Damasceno, VII-VIII secolo), negli scritti apocrifi (in cui emerge l’impensabilità del corpo di Maria soggetto alla corruzione) ed infine nei testi liturgici e negli scritti omiletici.

Indizi relativi ad una festa circa “il transito” di Maria si trovano in Oriente nella seconda metà del VI secolo, come risulta dalla narrazione dei pellegrini in visita a Gerusalemme. Agli inizi del VII secolo un editto dell’imperatore Maurizio estende questa festa a tutto l’impero, fissandola al 15 agosto.

In occidente lo sviluppo è un po’ più lento e questa festa viene introdotta a Roma nel VII secolo da papa Sergio I e diventa subito molto importante. Solo nel secoli VIII e IX la festa si estende al resto d’Europa ed è celebrata il 15 agosto.

Se il filone liturgico viaggia spedito e raccoglie il crescente entusiasmo e consenso dei fedeli, lo sviluppo dottrinale, invece, si muove con maggiore prudenza e presenta una certa divisione dei teologi tra favorevoli, dubbiosi e incerti.

Poggiandosi su elementi scritturistici le ragioni teologiche iniziano a farsi strada. Grande impulso allo sviluppo della dottrina si ha ad opera dei teologi della Scolastica, in particolare della Scuola francescana: così emergono le posizioni favorevoli di Sant’Alberto Magno, Sant’Antonio da Padova, San Bonaventura da Bagnoreggio e San Bernardino da Siena.

«Il luogo dove il Signore pose i suoi piedi fu la beata Vergine dalla quale prese l’umanità. Questo luogo è stato dal Signore glorificato, esaltando Maria al di sopra dei cori angelici. Da ciò è manifesto che la Vergine fu assunta in cielo anche con il corpo, che fu il luogo dove piede il Signore» (Sant’Antonio da Padova, Assunzione della Beata Vergine Maria, Sermo II, 142).

A partire dalla seconda metà del XV secolo si comincia a pensare che sia imprudente e scandaloso non ammettere la dottrina dell’Assunzione, così ampiamente celebrata nella liturgia ed universalmente predicata da vescovi, presbiteri e religiosi.

In seguito al pronunciamento dogmatico del 1854 sull’Immacolata Concezione, cresce il consenso popolare sulla verità sull’Assunta che porterà alla celebrazione di ben sette congressi dedicati all’argomento, alla già menzionata consultazione dell’episcopato ed alla definizione dogmatica del 1950.

La dottrina sull’Assunzione di Maria si è formata a poco a poco come frutto di una riflessione amorosa della fede cristiana intorno alla dignità della Madre di Dio, alla sua unione col Figlio ed alla sua posizione nell’economia della salvezza.

Assunta perché…

A partire dalla considerazione della particolare relazione di Maria col Figlio è possibile raccogliere elementi utili a fondare biblicamente questa verità di fede. Maria è strettamente unita al Gesù nella concezione e nella generazione, nei misteri dell’infanzia, durante la vita pubblica e sul Calvario.

Le argomentazioni sull’Assunzione, sempre scritturisticamente fondate, sono condotte sulla base del legame con le altre verità di fede:

  • Assunta perché Immacolata: Maria, preservata dal peccato originale, è dunque esentata dalle conseguenze della colpa dei progenitori (Gen 3,19), tra cui la morte;
  • Assunta perché Madre di Dio: l’identità della carne tra Maria e Cristo esige la somiglianza della sorte finale dei loro corpi;
  • Assunta perché sempre Vergine: l’incorruttibilità del corpo di Maria attraversa l’intera esistenza, fino alla fine;
  • Assunta perché associata a Cristo: la Madre è conformata al Figlio in tutto, particolarmente nella vittoria sul peccato e sulla morte.

La festa dell’Assunzione

Il 15 agosto è un giorno veramente speciale. In tutto il mondo vengono celebrate due ricorrenze: la festa di Ferragosto e la festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. La festa mariana, universalmente celebrata, in alcune località è particolarmente sentita e vissuta con grandi celebrazioni: pellegrinaggi, processioni, specifiche tradizioni. Diversi santuari mariani vengono raggiunti da miriadi di pellegrini per celebrare la festa dell’Assunzione di Maria.

I luoghi del territorio cilentano maggiormente scelti sono il Santuario della Madonna del Granato, a Capaccio, ed il Santuario della Madonna del Monte Gelbison.

La Madonna del Granato

Ogni anno, il 15 agosto, al Santuario della Madonna del Granato, a Capaccio, si radunano centinaia di fedeli per celebrare una delle feste più sentite nel comprensorio di Capaccio e della Pianura del Sele.

Il Santuario è edificato su uno sperone roccioso ed il luogo, veramente suggestivo, permette allo sguardo di spaziare sulla pianura sottostante per ammirare i campi coltivati, spingersi a Sud verso Agropoli ed a Nord verso il Golfo di Salerno.

La festa della Madonna del Granato viene celebrata il 15 agosto, festa dell’Assunzione, perché nel luogo dove oggi sorge il Santuario un tempo si trovava l’antica Basilica Cattedrale, dedicata all’Assunta. Il forte legame con l’Assunzione di Maria è testimoniato oltre che dall’aver conservato la data della festa al 15 agosto ,ma anche da un fatto, veramente singolare, ovvero che la maggior parte delle parrocchie limitrofe sono intitolate all’Assunta.

Notizie sulla presenza in quel sito di una chiesa Cattedrale, sede del vescovo di Paestum, si trovano in una bolla papale del 967 in cui si parla di una Chiesa intitolata a “Santa Maria Maggiore sul Calpazio”. Nel 1246 l’imperatore Federico II, in seguito alla scoperta di una congiura ai suoi danni (famosa “congiura di Capaccio”) distrugge Caputaquis (Capaccio). La sede vescovile viene spostata nella zona detta di “San Pietro” (attuale Capaccio Paese) mentre la cattedrale, abbandonata a se stessa, cade in rovina. Agli inizi del XVIII secolo, Mons. Francesco De Nicolai, intraprende un corposo intervento di restauro per restituire all’edificio sacro la sua maestosa dignità che ancora oggi si può ammirare. Ai principi del XIX secolo l’antica cattedrale viene dichiarata “Santuario Mariano” e fino alla metà del XIX secolo è Chiesa cattedrale della diocesi di “Paestum-Capaccio”. Nel 1992 Mons. Giuseppe Rocco Favale, vescovo di Vallo della Lucania, eleva il Santuario del Granato a “Santuario Mariano Diocesano”, affidandolo alle cure di un Eremita Carmelitano, Padre Domenico M. Fiore.

Nel XIV secolo viene offerta alla venerazione dei fedeli una nuova statua della Vergine Santissima, raffigurata seduta sul trono, che con la mano sinistra regge il Bambino Gesù poggiato sulle sue ginocchia e con la mano destra mostra una melagrana. Qualcuno ipotizza un accostamento della sacra immagine a quella della dea Hera, ugualmente raffigurata con in mano una melagrana; tuttavia si tratta di un’associazione indebita poiché occorre precisare che anche nella tradizione cristiana la simbologia della melagrana è largamente usata. La melagrana (e non melograno che sarebbe la pianta) rappresenta l’unità della fede tra popoli e culture diverse. Già nella simbologia ebraica la melagrana indicava l’onestà e la rettitudine, in quanto i chicchi si contavano in quantità vicina a 613, il numero delle prescrizioni contenute nella Torah.

L’attuale statua della Madonna del Granato è una copia dell’immagine originale andata distrutta durante un incendio nel 1912.

Il pellegrinaggio del 15 agosto

Fin dalle prime ore del mattino i pellegrini salgono a piedi verso il Santuario della Madonna del Granato. Alcuni portano sul capo una “centa”, ossia un oggetto a forma di barca, di torre, di tempio, adornato con candele e fiori, freschi o di carta crespa. Le “cente” vengono portate al Santuario come segno di un voto fatto e come forma di ringraziamento per una grazia ricevuta.

“Quando cammino mi sento una gioia.
E da Maria mi sento chiamà. Sento che dice “venite, venite,
che vi voglio perdonà”.

È la madre che chiama, che invita i figli ad intraprendere il cammino per incontrare Gesù; la salita al Santuario è la risposta all’invito della Madre.

Sono le stesse parole cantate dai fedeli che si recano in pellegrinaggio verso altri santuari mariani o chiese della Diocesi di Vallo della Lucania.

Il più noto dei pellegrinaggi è quello al Santuario della Madonna del Monte Gelbison. In questo giorno della festa dell’Assunzione si ritrovano al Santuario numerose “compagnie” (gruppi di fedeli provenienti da una stessa parrocchia), ognuna con i propri stendardi, le “cente” ed altri elementi votivi. È un momento di intensa gioia.

Nel giorno dell’Assunta il numero delle feste non si conta. A Santa Maria di Castellabate la statua della Madonna (Santa Maria a Mare) viene portata in solenne processione per le vie dell’antico borgo marinaro. A Valle Cilento, grazioso paesino sulle pendici del Monte Stella, il 15 agosto vengono svolti solenni festeggiamenti in onore della “Madonna delle Valletelle”, la cui statua in muratura è collocata nell’omonima chiesa.

Il cuore del Cilento, denominato dal vescovo Mons. Favale “Terra di Maria”, palpita dunque di fervente amore verso la Vergine Maria e chiede supplichevole la sua costante e materna protezione.

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