Intervista allo chef Cristian Torsiello

Cristian Torsiello classe 1983 nasce a Valva, un piccolo paesino in provincia di Salerno. Ha frequentato l’alberghiero di Roccaraso per poi iniziare subito a lavorare in alcuni ristoranti di quella zona.

La passione per la cucina lo ha portato in giro per il mondo dove ha conosciuto note figure della ristorazione tra cui Gennaro Esposito, Valeria Piccini e Nino di Costanzo.

I viaggi e le esperienze accumulate negli anni non sono bastati per allontanarlo dalla propria patria e sappiamo bene che i luoghi appartengono a chi sceglie di restare.

A Novembre 2011 nasce Osteria Arbustico, un ristorante ospitato all’interno dell’Hotel Royal Paestum che adotta la filosofia della dieta mediterranea e il concetto di km 0. Lo chef è felice di accogliervi presentandovi una cucina improntata alla valorizzazione dei prodotti del Cilento, scrigno di profonde emozioni.

  1. Come nasce la passione per la cucina? Vorresti raccontarci qualcosa  della tua infanzia?

Ho vissuto un’infanzia spensierata trascorsa prevalentemente nelle campagne della Valle del Sele, questo ha sicuramente contribuito ad alimentare non  solo la forte passione per la cucina ma anche quella per la natura: i prodotti della terra e il verde incontaminato rendono unica la nostra cucina.

  • Chi sono state le principali figure che hanno appoggiato la tua passione? Hai una guida o un punto di riferimento specifico? 

Ad appoggiare la mia passione sono stati innanzitutto i miei affetti più profondi.

Non vengo da una famiglia di ristoratori, le regole della ristorazione sono difficili da comprendere per chi non orbita in quel mondo, ma il loro appoggio c’è sempre stato, nonostante tutto.

Nel corso della mia carriera lavorativa ho incontrato tante persone e vari professionisti con cui ho collaborato e che mi hanno ispirato sotto tanti aspetti, alcuni di loro continuano a farlo.

  • Da che cosa ti lasci ispirare nella preparazione dei tuoi piatti?

A ispirare i miei piatti sono tanti fattori: le stagioni, lo stato d’animo, un colore, una forma, un profumo e tante volte semplicemente la necessità di dover fare qualcosa di nuovo.

  • Qual è il legame che intercorre tra un piatto e il territorio in cui vivi?

I nostri piatti sono frutto del territorio in cui vivo e opero, il legame è forte ma allo stesso tempo senza vincoli, non vogliamo cadere nello stereotipo.

  • I risultati ottenuti sono frutto delle tue idee oppure ti lasci influenzare dalle tendenze del momento?

Tutto ciò che abbiamo ottenuto fino ad ora è frutto di instancabile lavoro continuo, curiosità e tanto rispetto per ciò che ci circonda.

  • Come si è rivelata la partecipazione e come definisci l’esperienza vissuta a contatto con “Identità Golose Milano”?

I due giorni trascorsi nel ristorante “Indentità Golose” sono stati molto interessanti. Il confronto e l’esperienza di portare la nostra cucina dinanzi a clienti  che, probabilmente, non sarebbero mai capitati nel nostro ristorante è stata un’occasione fantastica, era un’opportunità da non farsi sfuggire.

  • Per concludere: cosa riserva l’estate 2022? ci daresti qualche assaggio di qualche tuo piatto o ingrediente che utilizzerai in cucina per i tuoi ospiti?

Quest’estate avrà ancora un sapore diverso, non sappiamo quale, aspettiamo solo di assaporarla.

Per quanto riguarda i piatti, beh, anche quelli che si ripresentano hanno sempre qualcosa di innovativo perchè cambiano e si evolvono, proprio come noi.

CONTINUA A LEGGERE

Rossella Tanzola

Innamorata da sempre dell’arte in ogni sua forma ed espressione, ha conseguito la laurea in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale ed Ambientale. Nel 2018 inizia ad approcciarsi al mondo della scrittura per gioco e oggi coltiva questo interesse con una maggiore determinazione.

Sostieni l'informazione indipendente