Vincenzo Carnicelli primo agropolese ad aver ricevuto una medaglia al valore militare dopo l’Unità d’Italia

Un eroe dimenticato...

In occasione del 4 Novembre, Giornata dell’Unità d’Italia e delle Forze Armate, vi racconterò la storia del nostro concittadino Vincenzo Carnicelli, che è stato il primo agropolese a ricevere una Medaglia al Valore Militare dopo l’Unità d’Italia concessa con Real Decreto del 19 Agosto 1867. Vincenzo Carnicelli nacque ad Agropoli il 20 Dicembre 1843 da Saverio e da Maria Botti. Nel “Ruolo di Matricola” militare troviamo la descrizione dell’aspetto di Vincenzo: alto 1 metro e 67 centimetri; capelli castani; viso ovale; colorito naturale; naso giusto. La sua carriera in Marina fu costellata da gioie, ma da tanti dolori. Inoltre, emerge un dato storico importante, i suoi primi imbarchi avvennero su ex navi Borboniche, che dopo l’Unità d’Italia, furono accorpate dalla flotta della Regia Marina Italiana.
Il 12 aprile 1862, non ancora diciannovenne, Vincenzo Carnicelli si presentò presso il Consiglio di Leva Marittima del Distretto di Salerno, in surrogazione del fratello Raffaele, classe 1840, per assolvere alla ferma militare imposta dal Regno d’Italia. Il 14 Aprile fu arruolato nella seconda Divisione del Corpo Reale Equipaggi, come Marinaio di Terza Classe.

Dal 22 al 25 Aprile, Vincenzo Carnicelli prestò servizio sul Real Vascello “Re Galantuomo”, ex nave borbonica, che inizialmente fu la più grande nave da guerra battente bandiera italiana.  

Dal 12 Maggio al 1° Dicembre 1862, fu imbarcato sul Regio Vapore “Calatafimi” e dal 18 Marzo 1863 al 20 Ottobre 1864 sulla Regia Fregata “Garibaldi” ex “Borbone“, Fregata di I° Rango ad elica, varata il 18 Gennaio 1860 nei cantieri di Castellammare di Stabia, alla presenza dei Sovrani del Regno delle Due Sicilie. Tra le varie operazioni navali dov’era presente il nostro Vincenzo, da menzionare: nel 1863 la “Garibaldi” s’incagliò nei pressi di Brindisi e fu soccorsa dalla  pirocorvetta “Archimede”; nel 1864, la Regia Fregata si recò a Tunisi per proteggere le locali comunità italiane.

Dal 20 Gennaio al 31 marzo 1865 prestò servizio sul Regio Piroscafo  “Conte di Cavour“. Il 3 Aprile 1865, dopo tre anni di leva, Vincenzo ritornò a casa con il congedo illimitato.

Nel1866, il Regno d’Italia si alleò con la Prussia contro l’Impero Austriaco, dando vita alla Terza Guerra d’Indipendenza, durata dal 20 giugno al 12 agosto 1866.

Il 26 Aprile 1866, Vincenzo Carnicelli fu richiamato alle armi e si presentò l’11 maggio al Comandante del Porto di Castellammare. Fu imbarcato sulla nuovissima Cannoniera Corazzata “Varese”, Classe Palestro, varata nel 1865. Il 14 luglio 1866, iniziò nel mare Adriatico la famosa Battaglia Navale di Lissa, risultata disastrosa per la flotta italiana, per la perdita di uomini e navi. Fu la prima grande battaglia navale nella quale vennero impiegate navi corazzate a vapore e l’ultima nella quale furono eseguite deliberatamente manovre di speronamento. La flotta navale italiana attaccò la fortezza austriaca presente sull’isola di Lissa, a largo di Spalato, e nelle giornate del 18-19-20 luglio, il nostro concittadino Vincenzo Carnicelli, durante lo scontro navale si distinse per vari atti di eroismo. Il 19 Agosto 1867, dopo un anno, con Real Decreto, gli fu conferita la Medaglia d’Argento al Valore Militare.

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Sul finire del 1867, Vincenzo subì una disavventura militare che, fortunatamente, si concluse positivamente, anche se dovette trascorrere, ingiustamente, quasi sei mesi in un carcere militare.

Il 18 Ottobre 1867, pur avendo ricevuto il Congedo illimitato in data 28 Novembre 1866, con Real Decreto fu richiamato alle armi e il 19 Novembre 1867 si presentò alla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia. Ma essendo stato dichiarato disertore il 17 Novembre, per non essersi presentato il 14 Novembre, giorno di rientro al servizio militare, fu incarcerato. La Commissione Militare Marittima d’Inchiesta, riunitasi con tutta calma, il 30 Aprile 1868, dichiarò l’innocenza di Vincenzo Carnicelli, giacché: “(…) quale surrogato del fratello Raffaele, classe 1840, non era tenuto a rispondere alla chiamata suddetta e quindi era stato per equivoco dichiarato disertore”. Vincenzo, dopo la scarcerazione, ritornò ad Agropoli, dove riprese il suo lavoro di marinaio.

Il 22 novembre 1868, Vincenzo sposò Antonia Annamaria Sarnicola, nata nel 1847 e morta nel 1933. Ebbero 4 figli: Raffaele nato ad Agropoli nel 1870; Giuseppe nato ad Agropoli nel 1874; Carmelo nato ad Agropoli nel1877, morto dopo un anno nel 1878; Carmelonato ad Agropoli nel 1879, morto a due anni nel 1881. Vincenzo morì nella sua  Agropoli il 30 giugno 1880, aveva 37 anni. Gloria e Onore per questo nostro concittadino…un eroe dimenticato.

Grazie all’Avvocato Bruno Mautone, che mi ha fornito la copia del Congedo assoluto rilasciato il 30 Maggio 1872 a Vincenzo Carnicelli, e ad altri documenti, che ho ritrovato nella mia ricerca storica, ho potuto ricostruire la storia dimenticata di Vincenzo Carnicelli, eroe agropolese della Terza Guerra d’Indipendenza Italiana.

Il 31 ottobre c.a., l’Amministrazione Comunale di Agropoli, come riconoscimento postumo, ha dedicato a Vincenzo Carnicelli una panchina dipinta con il tricolore italiano, collocata nella nuova Piazzetta Luisa Sanfelice del Borgo Antico. Un ricordo per questo eroe agropolese dimenticato e per tutti i militari agropolesi che hanno, con sacrificio e spirito patriottico, partecipato alle guerre svoltesi sui vari fronti internazionali.

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Ernesto Apicella

Editore di libri Turistici e Storici. Scrittore e ricercatore di storia locale. Tra le numerose iniziative culturali-sociali da annoverare: l'idea progetto per la realizzazione del Parco Archeologico nel Borgo Antico di Agropoli, di un Museo Civico nel Castello Greco-Bizantino e di un Parco Fluviale nel Fiume Testene. Da sottolineare, l'importante ricerca storico-religiosa sulla presenza di San Francesco d'Assisi ad Agropoli. Nel 2000 ha fondato l'Associazione Sbandieratori Agropolesi. E' amministratore di numerose pagine “Facebook” di promozione turistica, storica e per il tempo libero.

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