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Morto in incidente sul lavoro: torna a Vatolla la salma di Gerardo Di Muoio

Gerardo Di Muoio è morto in bulgaria dove lavorava alla costruzione di un gasdotto. Domani la sua salma torna nel Cilento

Torna in italia la salma di Gerardo Di Muoio, l’operaio di Vatolla, frazione di Perdifumo, morto sul lavoro (leggi qui). Il feretro giungerà nel borgo cilentano alle 9.30 di domani ove, presso il cimitero, riceverà una benedizione e di poi verrà tumulato, in osservanza delle disposizioni governative che vietano le funzioni religiose. L’uomo, 62 anni, è morto in Bulgaria il 28 marzo mentre era impegnato nella costruzione del gasdotto “Balkan Stream” nei pressi della città di Pleven. Le autorità locali, rappresentate dal direttore dell’ispettorato del lavoro Boris Petkov, hanno dichiarato che il decesso avvenne a causa di un infarto.

In seguito si parlò di un incidente: Gerardo Di Muoio avrebbe accusato un malore che lo avrebbe fatto cadere in un fosso. Di poi un grosso tubo lo avrebbe colpito non lasciandogli scampo. La salma, dopo un periodo di sequestro, è stata dunque liberata permettendo la realizzazione dell’ultimo desiderio dell’operaio, quello cioè di essere seppellito nella sua Vatolla. Gerardo lascia la moglie Celeste Mutalipassi e 3 figli, Giancarlo, Silvio e Valentina. Il primogenito aveva reso l’uomo nonno con la nascita della piccola Amelie. Giancarlo è un cantautore che vanta importanti collaborazione artistiche. Dalla sua casa di Como, dove vive con la moglie Marina e la bimba, ha dedicato allo scomparso padre una tra le sue più belle canzoni, “Amico mio”, parole che, alla luce dell’accaduto diventano struggenti.

La famiglia, a cui si aggiungono le sorelle, i fratelli, i nipoti e l’intera comunità vatollese, non potrà porgere l’ultimo saluto al proprio caro, a causa dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri che vietano gli assembramenti. La salma riceverà la sola benedizione di Padre Raffaele e in seguito tumulata. Toccanti i messaggi che i figli hanno condiviso sui social network per onorare la memoria del padre. «Ciao papà – scrive Silvio – in questi giorni penso tanto a quando, da bambino, ero sempre arrabbiato con te perché, ogni volta che partivi, quei mesi lontano da noi sembravano anni. Non ci sono cose che non ci siamo detti, ad ogni occasione ti ripetevo sempre che eri il mio eroe. Avrei voluto solo essere come te e perdonami se non ci sono mai riuscito. Mi manchi tanto». A trasportare la salma in Italia dalla Bulgaria, la ditta di Onoranze Funebri Ferraro di Torchiara che ha dovuto attendere una serie di autorizzazioni. Il Comune di Perdifumo ha proclamato il lutto cittadino.

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Arturo Calabrese

Appassionato di giornalismo dai tempi del liceo, si occupa di cultura ed eventi, non disdegnando la cronaca e l'attualità. Per InfoCilento conduce programmi televisivi. È collaboratore del quotidiano "la Città", di televisioni locali e del blog #mifacciodicultura. Laureando in beni culturali impiega il poco tempo libero nel volontariato con la Fondazione Telethon

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