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Coronavirus in Cilento: la cronaca delle ultime 36 ore

Caso di coronavirus in Cilento. Il racconto delle ultime ore. Dal ricovero in ospedale del paziente uno all'attesa per le controanalisi

Coronavirus in Cilento, primo caso. Il paziente 1 è la biologa di 26 anni ritornata da Cremona circa due settimane fa. Al comparire dei primi sintomi, martedì, la donna di nazionalità ucraina si è presentata al pronto soccorso dell’ospedale “San Luca” ma per quindici giorni, fin quando i sintomi non sono diventati preoccupanti, ha circolato sul territorio e gestito la malattia a casa pensando probabilmente si trattasse di un influenza. Ecco perché è fondamentale ora ricostruire tutto ciò che ha fatto, i luoghi e le persone che ha frequentato prima di presentarsi al nosocomio vallese.

Coronavirus: ricostruiamo cosa è accaduto in queste ultime concitate ore

25 febbraio, ore 21

La donna ucraina residente ad Abatemarco, frazione del Comune di Montano Antilia, si presenta al pronto soccorso dell’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania accompagnata dai genitori. I sintomi sono quelli del coronavirus: ha febbre e tosse. I sanitari comprendono subito il rischio. Per la paziente è disposto l’isolamento e il tampone.

25 febbraio, ore 23

Un’auto parte in direzione Napoli, ospedale Cotugno per ottenere un tampone da eseguire sulla 26enne. Il test viene poi analizzato presso il nosocomio partenopeo.

26 febbraio

Il sindaco di Montano Antilia, Luciano Trivelli, dispone la quarantena per i familiari della donna. La sorella, frequentante un liceo di Vallo della Lucania, si trova a scuola quando viene avvisata. Torna a casa.
Si attende con ansia l’esito del tampone.

26 febbraio ore 18

Arriva la notizia. Il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, all’incontro con sindaci e prefetti avverte che c’è un primo caso di positività al coronavirus e un secondo sospetto. Il sito de La Repubblica svela che i tamponi positivi sono a Caserta e Vallo della Lucania. Pochi minuti dopo dall’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania arriva la conferma: è la biologa ucraina la donna risultata positiva. E’ il panico, la gente ha paura.

26 febbraio ore 20

Intorno alle 20 un’ambulanza dell’Humanitas di Salerno raggiunge il Cilento e scortata da carabinieri e polizia preleva la donna per trasferirla all’ospedale “Cotugno” di Napoli dove seguirà le terapie previste dai protocolli. Il direttore sanitario dell’ospedale “San Luca”, Adriano De Vita, parla di condizioni cliniche buone. Si precisa, inoltre, che soltanto le controanalisi che verranno eseguite presso i laboratori dell’ospedale “Spallanzani” di Roma confermeranno o meno la positività al coronavirus.

26 febbraio ore 21

Intanto il Governatore De Luca chiude le scuole e sospende gli eventi. Misure specifiche valgono per i comuni di Montano Antilia e Ceraso, quelli frequentati dalla 26enne prima del ricovero. Negozi chiusi (ad eccezione di farmacie e di quelli che vendono beni alimentari), stop ad ogni evento, compresi quelli religiosi.

27 febbraio ore 8

27 febbraio, la paura aumenta. Si attendono in mattinata i risultati dei test eseguiti allo “Spallanzani”. Le controanalisi diranno se c’è contagio da coronavirus. Intanto nella notte sono stati eseguiti nuovi tamponi sulle persone entrate in contatto con la donna.

In Campania risultano tre i casi positivi. A quelli di Caserta e Vallo della Lucania si aggiunge il tampone effettuato su un 45enne napoletano.

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Redazione Infocilento

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