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E’ giunto il giorno delle Sardine nel Cilento

Questa sera le Sardine saranno in piazza ad Agropoli

AGROPOLI. E’ il giorno delle Sardine. E’ in programma per questa sera, 14 dicembre, alle ore 19, l’iniziativa organizzata per dire “no” alla politica che fomenta odio e discriminazione. Tra i promotori dell’evento l’ex consigliere comunale Pippo Vano. In piazza scenderà un gruppo unito di persone, pacato ma deciso, ribadirà i fondamentali valori della Costituzione, che tutela l’uguaglianza e l’ideale antifascista nato dal patriottismo partigiano. Ad annunciare sostegno alle Sardine anche l’Associazione ABC (leggi qui).

Barbara Pepe, vicepresidente dell’associazione ha però voluto chiarire che la partecipazione “non coinvolge, naturalmente, chi come me e tanti altri non condividono le idee politiche di quanti manifesteranno in piazza”. “Come noto Agropoli Bene Comune, associazione della quale mi onoro di essere vicepresidente, è un movimento civico trasversale ai partiti che è impegnato a promuovere iniziative ed idee al servizio della città – prosegue – La scelta dell’associazione di partecipare a questa iniziativa riguarda solo alcuni componenti, non di certo me ed altri che siamo formalmente impegnati con Fratelli d’Italia”. Di qui la scelta di dissociarsi dalla manifestazione.

Flash mob ad Agropoli

Le Sardine di Agropoli, come del resto quelle che stanno scendendo in piazza in tutta Italia, intendono opporre, ad un becero linguaggio basato sulla paura e la divisione, un atteggiamento rispettoso e privo di insulti. Un modo per dimostrare che c’è la possibilità di fare politica senza offendere. L’obiettivo è quello di trasformare la piazza in un luogo creativo, colorato e gioioso. Il tam tam si sta diffondendo già da alcune settimane sui social.

Il movimento delle Sardine

Il movimento delle Sardine nato a Bologna dall’idea di un gruppo di giovani emiliani. Esso tenta di opporre un dissenso gioioso, ma forte, alla politica della Lega e, in particolare, mette in discussione gli atteggiamenti e le scelte giudicate “xenofobe, razziste e disgreganti del suo leader”.

In modo molto semplice ed estemporaneo le Sardine dicono no al razzismo. Dicono no ad una politica “volutamente populista e urlata, povera di contenuti e altamente discriminatoria soprattutto per i più deboli”.
Una politica che tende a minare “l’armonia di per sè già instabile del tessuto sociale italiano messo a dura prova negli anni dalla crisi economica e da una classe dirigente poco attenta al paese”.

Il gruppo delle sardine di Agropoli è nato da alcune settimane in città e sta promuovendo l’evento tra chiunque si rispecchia nelle idee del neonato movimento nazionale.

Le Sardine a Capaccio Paestum

 Se ad Agropoli gli attivisti sono pronti a scendere in piazza il prossimo sabato 14 dicembre, la settimana successiva toccherà al gruppo di Capaccio Paestum radunarsi per un flash mob.

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2 commenti


  1. Il grillismo prima di Grillo: l’Uomo Qualunque
    Il grillismo prima di Grillo: l’Uomo Qualunque
    28 aprile 2012
    di David Bidussa

  2. Nell’Italia dell’immediato dopoguerra era alta la voglia di ricominciare (un tratto che non è particolarmente diffuso oggi). Ma, insieme, c’era anche molto del nostro ora: la miseria, il senso della sconfitta, l’idea di riscatto e, soprattutto, l’ira.

    A lungo questo sentimento è stato raffigurato con le vesti del miliziano, dell’uomo armato di destra o di sinistra. L’ira tuttavia stava anche, e forse soprattutto, nell’ “Italia profonda”, in quella parte di Paese che non aveva partecipato alla “guerra civile”, perché preferiva aspettare per vedere come sarebbe andata, ma che a vicenda conclusa, si sentiva truffata dalla storia, dalle banche, dai partiti, dagli uomini al governo, dal fascismo, dall’antifascismo. Soprattutto convinta che ora era il suo momento.

    È l’Italia dell’ “Uomo Qualunque”, un movimento politico che durò due anni, per poi essere inglobato in tutte le aree della politica italiana: nel grande centro cattolico; a destra, ma anche nell’anti-statalismo che sottotraccia non è mai venuto meno a sinistra, anche all’estrema sinistra.
    Qualunquista: una parola che a lungo è stata un insulto. Sarebbe bene valutarla e considerarla un aspetto dell’ “Italia profonda” che riguarda molti di noi.

    I problemi mai affrontati, o i fenomeni culturali e gli stati d’animo lisciati dalla parte del pelo non perdono la loro forza: coloro che ne sentono il fascino (e sono un cosmo largo) mangiano di ciò che ottengono (spesso in un Paese che vive distribuendo piccoli e grandi privilegi ad personam); in epoca di “vacche grasse” vivono accontentandosi di ciò che c’è, sentendosi sempre vittime, mai responsabili.

    Viceversa, in epoca di “vacche magre” rivendicano la loro fame insoddisfatta. Quando il sistema di cui hanno fatto parte (o di cui direttamente o indirettamente hanno goduto i vantaggi) crolla, ritornano, con la forza della propria presunta innocenza, convinti che i guai li hanno combinati sempre gli altri (e comunque loro non ne hanno mai beneficiato) e che è venuto il tempo di prendere nelle proprie mani il potere che hanno sempre riconosciuto ai padroni di ieri che hanno omaggiato e fedelmente votato.

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