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Dalla Francia, un antico e stupendo dipinto dedicato all’unico “Miracolo dei pesci” di San Francesco d’Assisi, avvenuto ad Agropoli nel 1222

Domenica 9 giugno sono volato a Strasburgo (Francia), sede, con Bruxelles, del Parlamento Europeo. Con un auto già prenotata, pronta in aeroporto, sono partito alla volta della cittadina di Mommenheim, che dista 21 km. da Strasburgo.
Questa graziosa cittadina si trova nella parte orientale della Francia, nella Regione storico-culturale dell’Alsazia, nel dipartimento del Basso Reno, ai confini del Parco Naturale Regionale della catena montuosa dei Vosgi.

Sono andato a Mommenheim per verificare la presenza di un antico dipinto dedicato al “Miracolo dei pesci di San Francesco d’Assisi”, presente nella chiesa parrocchiale di San Maurizio. La chiesa fu eretta nell’Abbazia Benedettina di Schwarzach e ricostruita nel 1759. Mentre l’estensione della navata, di circa dieci metri, fu realizzata nel 1856. Il senso d’impianto dell’edificio è spostato di oltre sessanta gradi rispetto alla prima costruzione romanica. L’interno della chiesa è molto ben curato e mostra ai fedeli ed ai visitatori, dei gioielli pittorici di elevato interesse storico. Entrato nella chiesa, ecco apparire su un altare, posto alla destra della navata centrale, uno stupendo dipinto raffigurante San Francesco d’Assisi che parla ai pesci, il più bello che, ad oggi, io abbia scoperto. Viaggio fruttuoso, giacché la notizia della presenza del dipinto, nella chiesa parrocchiale di San Maurizio di Mommenheim, era reale.

L’autore del dipinto è l’illustre pittore Martin Feuerstein ( n. Barr, 6 Gennaio 1856 – m. Monaco di Baviera, 13 Febbraio 1931). Era un artista tedesco-alsaziano, specializzato in arte religiosa. Dopo aver ricevuto una prima formazione artistica da suo padre, lo scultore Jean-Martin Feuerstein, nel 1875, frequentò l’Accademia di Belle Arti di Monaco. Ma, come tutti gli artisti dell’epoca, andò a vivere per tre anni a Parigi, dove incontrò pittori con nuove idee e tecniche, come i “Nabis” e gli “Impressionisti”. Successivamente, venne in Italia, soggiornando 2 anni e realizzando numerosi dipinti e disegni. E’ probabile che Martin Feuerstein, proprio in questi due anni italiani, venne a conoscenza del “Miracolo dei pesci di San Francesco d’Assisi” avvenuto nel 1222 ad Agropoli. Nel 1883, egli si stabilì a Monaco. Fu professore della cattedra di pittura religiosa e quindi, direttore dell’Accademia di Belle Arti. Nel 1914, la sua fama gli valse il titolo di Cavaliere, assegnatogli da Re Ludwig III di Baviera. Fervente cattolico, dipinse ex voto che offrì alla chiesa di Santa Maria Ausiliatrice del Priorato di Thierenbach a Jungholtz, per averlo preservato dalla cecità e per aver protetto suo figlio, durante la Prima Guerra Mondiale. Ha lasciato un’abbondante produzione in Italia, Alsazia, Germania ed Austria.

Il dipinto esposto nella chiesa di San Maurizio di Mommenheim, secondo la scheda del Ministero della Cultura di Francia, inventario generale dei Beni Culturali, è catalogato come:

“Predicazione ai pesci di San Francesco d’Assisi” di Martin Feuerstein, realizzato nel 1892; pittura ad olio su tela; altezza 200 cm. x 180 cm.; cornice in legno intagliato, colore dorato.

Il dipinto è posto in un elegante altare in marmo, riccamente decorato da numerosi angeli, rappresentati in sculture e dipinti.

La scena è tipica del “Miracolo dei pesci di San Francesco d’Assisi”, che viene testimoniato dagli antichi libri ed affreschi, avvenuto ad Agropoli nel lontano 1222. San Francesco d’Assisi a piedi nudi, con l’aureola di santità che ne cinge la testa, il saio e il cingolo a tre nodi, sulla riva del mare benedice i pesci, che fanno capolino fuori dall’acqua. Mentre alcune persone, tra cui uomini, donne ed una bambina, ammirano stupite il miracolo.

Un altro passo è stato fatto!!! Continua la mia ricerca per la conferma storico-religiosa sulla presenza di San Francesco d’Assisi ad Agropoli. Nuove eccezionali e suggestive testimonianze pittoriche e non, ci confermano che il “Miracolo dei pesci di San Francesco d’Assisi”, l’unico e solo, è avvenuto qui ad Agropoli, nel lontano 1222.
Vi ripropongo, di seguito, tutti i miei articoli dove ho presentato le inedite testimonianze sulla presenza di San Francesco d’Assisi ad Agropoli, nonché tutte le fonti storiche fino ad oggi conosciute:

9 marzo 2015

”Anno Domini 1219, San Daniele Fasanella incontra San Francesco d’Assisi ad Agropoli. Trovato l’unico dipinto denominato il “Miracolo di S.Francesco ad Agropoli” nel Convento francescano di Belvedere Marittima.

N.B. Questo dipinto grazie allo studio di Carlo Andreoli, realizzato e pubblicato l’1 maggio 2018, è stato riconosciuto, purtroppo, come il “Miracolo delle mele”,compiuto a ROMA da San Francesco d’Assisi;

3 ottobre 2017

“Agropoli…il Vecchio ed il Convento di San Francesco. Un’eccezionale testimonianza del 1914”;

11 febbraio 2018

Agropoli: San Francesco d’Assisi, lo Scoglio e la Croce.
Issiamo sullo Scoglio un Tau di legno di ulivo, il segno Spirituale più caro a San Francesco;

3 ottobre 2018

“San Francesco ad Agropoli…l’ultimo Mistero.
Nel Convento “Santa Maria degli Angeli” di Marano (NA), ritrovato un affresco del XVIII secolo realizzato dal pittore Angelo Mozzillo”;

10 ottobre del 2018

“Oggi si venera S. Daniele Fasanella da Belvedere.
Storico il suo incontro avvenuto ad Agropoli nel 1219 con San Francesco d’Assisi”;

26 Dicembre 2018

“Nel 2019 ad Agropoli, il “Presepe Vivente con San Francesco d’Assisi e San Daniele Fasanella” da un’idea di Ernesto Apicella”;

11 Gennaio 2019

“Qual era il volto di San Francesco quando venne ad Agropoli?”

24 gennaio 2019

“Rinvenuta una lettera che certifica la presenza di San Francesco d’Assisi ad Agropoli nel 1222”;

10 marzo 2019

“Sulle tracce di San Francesco d’Assisi ad Agropoli”;

20 marzo 2019

“Ritrovato un altro affresco del Miracolo dei pesci di San Francesco d’Assisi. (Un’opera proveniente dalla Chiesa di S. Rocco di Bergamo, realizzata dal pittore milanese Federico Ferrari/io nel 1759);

28 maggio 2019

“L’affresco ritrovato…San Francesco, Sant’Antonio ed il “Miracolo dei Pesci”, (Scuola Italo Fiamminga nel XVII secolo);

11 Luglio 2019

“Volando a Cracovia sulle tracce del Poverello d’Assisi e del Miracolo dei pesci ad Agropoli”. E’ la storia del ritrovamento di un antico libro in polacco, mai menzionato, che narra della presenza di San Francesco d’Assisi ad Agropoli;

25 Luglio 2019

Dal Brasile al confine del vecchio Messico, due artisti naïf interpretano il “Miracolo dei pesci” di San Francesco d’Assisi ad Agropoli.

Fonti storiche conosciute:

–Padre Rodolfo ( Petrus Rodulphius episcopus ) da Tossignano (Teologo Francescano), “Historiarum Seraphicae Religionis libri tres”, edito a Venezia 1586:

“(…)Locus Agropoli: ibi est scopulus ubi, B.Franciscus praedicabat piscibus (…)”.

“(…)Località di Agropoli: li è lo scoglio dove, S.Francesco predicò ai pesci (…)”;

–A.R.P.F. Luca Waddingo (Wadding) Hiberno (Francescano,Storico), “Annales Minorum(Annali Minori). In quibus res omnes trium ordinum a s. Francisco institutorum ponderosius et ex fide asseruntur, et praeclara quaeque monumenta ab obliuione vendicantur”.

8 voll., Sumptibus Claudii Landry, Lugduni 1625-1654: “(…) In Custodia Principatus extruxit locum Agroboli, Mariano Agripoli, postquam ex alto scopulo, populo durae fidei spectante, cofluentibus ad litus piscibus praedicavit(…)”.

“(…)Nella Provincia di Principato ( S.Francesco) costruì un convento ad Agropoli, secondo Mariano (da Firenze) Agripoli, dopo che da un alto scoglio, alla presenza del popolo incredulo, (San Francesco) predicò ai pesci che confluivano in quel lido(…)”;

–P.Candido Chalippe Recolletto, ”Vita del serafico Patriarca S.Francesco di Assisi” (1728).

Libro quarto: “(…) Si partì al principio dell’anno 1222 per andar nella Terra di Lavoro, nella Puglia, e nella Calabria; e durante questo viaggio, il Signore di Lui si servì per operare gran Miracoli(…)”. A pagina 216:”(…) Gli abitanti d’Agroboli, che alla prima erano stati insensibili a’ suoi discorsi, furono da compuzione trafitti, e gli diedero un convento, dopo d’esser veduti rimproverar la durezza dei’ loro cuori da una quantità di pesci, che Iddio fece adunar intorno ad uno scoglio, d’onde Francesco predicava la verità, che quel popolo ascoltar non voleva(…)”;

–Gatta Costantino (Medico e Storico), “Memorie topografiche-Storiche della Provincia di Lucania” Napoli 1732. (Il Gatta attinse le notizie sulla presenza di S.Francesco ad Agropoli dal libro del Marchese Perez Francesco Navarrete “Racconto istorico dell’antica, vera ed universale tradizione del sacro Sacco di S.Francesco d’Assisi, e de’ prodigj operati verso de’divoti per virtù del medesimo sacco,che si conserva in Montella, diocesi di Nusco in questo Regno di Napoli da’ rr. pp. Minori Conventuali”, edito nel 1710).

Gatta, Par.III, Cap.IV, pagina 295:

“(…) In essa(Agropoli)il P.S.Francesco d’Assisi vi fondò un Monistero, ed operovvi gran maraviglie spezialmente allora quando mal gradito da quei Paesani, alieni di sentire la parola d’Iddio , egli per tanto si condusse al mare su di uno scoglio, ed ivi predicando accorse una gran moltitudine di Pesci, quasi ascoltarlo vollero; profetizzò indi che quel scoglio, che servito l’aveva da pulpito, benchè col tempo sarebbe mancato molto della sua grandezza, con tutto ciò l’acque non l’avrebbero mai superato. Il vaticinio si è puntualmente avverato; imperocchè consumato le pietre da quel masso da’ fedeli, che le prendono per divozione, avendole sperimentate di miracolatà virtù in guarir le febbri, e nonostante, che tal scoglio stia presentemente quasi al piano dell’acque, per qualsiasi turbazione o fortuna di mare, mai arrivano a coprirlo. (…);

–Giuseppe Antonini,(Avvocato e Storico) “La Lucania” Discorsi”. Napoli, 1795. Volume Primo, Parte Seconda, discorso Terzo, pagina 259: “(…) Su d’uno scoglio, mezzo miglio da qui lontano (da Agropoli), è posto un picciolo Monistero di Monaci Francescani, che perché lontano, né affatto vede il fiume, è stimato di buon aria. Dicono, che il luogo fosse stato eletto dallo stesso S. Francesco, e fino ne raccontano un miracolo, che altri potranno nelle Cronache di questa Religione osservare.(…)”;

–Matteo Mazziotti “ Baronia del Cilento”, 1904. A pagina 28 narra la vicenda del Santo ad Agropoli, con riferimento ad un inedito di Gian Cola Del Mercato: “Commento agli Statuti del Cilento”;

–Nicola Forenza “La leggenda di S.Francesco”, Lavello 1926. Cita: C.Gatta e F.Navarrete;

–Michele Rinella “Il Castello Greco-Bizantino e il Convento Francescano di Agropoli”, Edizioni “La Prora, Milano” 1954. Cita: M.Mazziotti, F.Navarrete, C.Gatta;

–Mario Vassalluzzo “Castelli, torri e Borghi”, 1969. Pagine 58/59 cita: L.Wadding e M.Rinella;

–Piero Cantalupo “Acropolis”, 1981. Pagina 43 cita: L.Wadding. Anche se ritiene che la presenza di S.Francesco ad Agropoli sia da collocarsi nell’estate-autunno del 1220, cioè al ritorno dalla missione in Terra Santa;

–Ebner “Chiesa, Baroni e popolo nel Cilento”, 1982. Nel Volume primo a pagina 462/463 cita: L.Wadding, C.Gatta e G.Antonini;

–A.Infante “ S.Francesco d’Assisi ad Agropoli”, Ed.L.U.I. Agropoli 2000. Cita: P.Rodolfo, L.Widding, F.Navarrete e M.Rinella;

–G.Palma- G.De Feo Maratea “S.Francesco ad Agropoli”, Ed.Sirio 2014. Citano: C.Gatta, F.Navarrete, L.Wadding.

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