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Roscigno, associazione sfrattata: “L’amministrazione agisce nel rispetto della legge”

Il sindaco Pino Palmieri e il vicesindaco Bruno Ruotolo rispondono alle accuse della minoranza

ROSCIGNO. L’amministrazione risponde alle accuse della consigliera Lucia Clemente, in riferimento alla richiesta di riconsegna delle chiavi dell’immobile eredi Giuseppe Clemente in Roscigno Vecchia. Si tratta di un immobile donato al Comune, dalla famiglia della consigliera, che attualmente ospita la sede dell’associazione “Le Roscignole” di cui la stessa Clemente è presidente (leggi qui).

«Lucia Clemente ci scrisse che l’allora sindaco, Luca Iannuzzi, le consegnò le chiavi ed al momento non ha alcun documento che lo conferma e lo stesso Iannuzzi ha detto di non aver mai consegnato nessuna chiave. – ribadisce il sindaco Pino Palmieri – Ho scritto anche una lettera ai dipendenti comunali e nessuno ha dichiarato di aver consegnato le chiavi. E’ da agosto 2017 che le scriviamo, siamo arrivati a febbraio 2019, ma una regolarizzazione non è mai avvenuta. Tra l’altro l’associazione non ha mai fatto pervenire neanche richiesta per l’iscrizione all’albo comunale dell’associazione”. “L’amministrazione, tramite il vicesindaco, Bruno Ruotolo, le ha dato ampia disponibilità  – prosegue Palmieri – Una delibera del 2003, fatta dalla giunta Mazzei, diceva che quell’immobile poteva essere assegnato ad un’associazione nazionale ambientalista e l’associazione non ha questi requisiti”. Il primo cittadino poi aggiunge: “Lucia Clemente parla di un museo che su 365 giorni l’anno è aperto solo 20 giorni l’anno, quindi non sembra sia utile alla comunità, a differenza di quanto fa il museo della Civiltà Contadina. Avendo approvato un regolamento noi abbiamo deciso di intervenire, non soltanto contro l’associazione di Lucia Clemente, ma andremo avanti con tutti”. Questa non è una rappresaglia politica, ma un’amministrazione deve rispettare la legge – conclude Palmieri – Lo dimostra il fatto che l’amministrazione si è addirittura costituita parte civile nell’ambito di un procedimento inerente mio suocero, dunque non permetto a nessuna di parlare di vendetta politica».

Anche il vice sindaco, Bruno Ruotolo, risponde ai vari commenti postati sul social, a proposito dello “sfratto” e solidarietà che alcuni hanno espresso per la consigliera Clemente, invitando a leggere e vedere i documenti e i fatti.« Manifestare vicinanza é una buona e sana pratica ma se la si fa senza la conoscenza complessiva dei fatti si corre il rischio di fare grossi errori e ci si avventura in situazioni non corrette e poco responsabili. – sottolinea Ruotolo- Immaginate se qualcuno vi da contro senza neanche sentire il vostro parere e senza tentar di leggere i fatti e le circostanze. Detto ciò invito tutti a venire al prossimo consiglio comunale e o a visionare gli atti in comune inerenti la questione specifica e a tutto il borgo antico. Siamo stai tacciati spesso di aver abbandonato il borgo e a non fare nulla per dare dignità e valore a beni che tutti ci invidiano e d appartengono alla comunità e al mondo intero. La consigliera Clemente piuttosto che scagliarsi contro l’ amministrazione additandola con parole indicibili, dovrebbe informare gli amici e amiche di FB come mai ha il possesso di un abitazione senza alcuna autorizzazione? Come mai non vuole lasciare la casa nonostante più volte richiesto di regolarizzare la propria posizione? Come mai grida allo scandalo per altre situazioni e quando si parla della casa in argomento é vittima di congiura? Perché non é venuta in comune mettendo a disposizione le chiavi al legittimo proprietario e chiedono di poter continuare ad utilizzare casa nei modi e nei termini che si doveva o e potevano pattuire? Come mai gli è stato chiesto da chi avesse ricevuto le chiavi e il possesso e non ha mai fornito informazione puntuale e certa? Ci sarebbe altro da dire ma evito, ne parleremo in comune con i documenti alla mano! Detto ciò a voi che leggete alcune considerazioni : un immobile donato dai proprietari al comune e che poi viene ristrutturato con tanti fondi pubblici perché deve rimanere nell’ esclusiva proprietà di un erede? Perché la comunità non ne può fruire,visitare? Perché altri immobili anche donati e ristrutturati sono tutt’ora nella disponibilità della comunità e quello no? Il sottoscritto aveva anche suggerito alla consigliera di presentarsi, consegnare le chiavi e chiedere di continuare ad utilizzare consentendo anche al comune di poterla fare visitare a tutti, così come i beni ivi allocati (di proprietà della Clemente), salvaguardando tutto. Perché non é stato fatto? Perché taluni altri possessori si sono presentati ed hanno aderito alla richiesta? Ora é solo questa amministrazione in difetto, insensibile, arrogante e o cattiva o c’è qualcun altro di mezzo e si sta creando solo confusione perché non vuole partecipare trasparentemente e con senso di responsabilità a quanto richiesto? »

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Katiuscia Stio

Laureata in Filosofia. Inizia l'attività giornalistica nel 1999 collaborando con vari giornali locali, mensili, web e realizzando servizi per una rubrica in onda su Telecolore. E' stata socia di associazioni culturali per la promozione e valorizzazione del territorio di cui ha curato la comunicazione e l'organizzazione e animatrice di gruppi di azione locale. Nel tempo ha collaborato con i quotidiani Cronache, La Città, attualmente è corrispondente de Il Mattino. Dal 2014 entra a far parte della famiglia di Info Cilento.
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