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Tragedia di Roccadaspide: oggi verrà conferito incarico per l’autopsia sui corpi di Vincenzo e Pasquale

Restano in ospedale le altre due persone coinvolte nell'incidente

ROCCADASPIDE. Verrà conferito oggi l’incarico per l’autopsia sui corpi dei giovanissimi Vincenzo Pepe, 18 anni, e Pasquale D’Agosto, 19 anni, che, la notte tra giovedì e venerdì scorso, hanno perso la vita nell’incidente sulla SS166 Degli Alburni, in località Difesa. Le salme sono nella sala mortuaria dell’ospedale di Eboli, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Dopo l’esame autoptico i corpi verranno restituiti ai familiari,forse mercoledì prossimo, per le esequie. La cittadina è straziata dal dolore, incapace di reagire, forse perché non c’è nessuna “ratio” che possa accettare la morte di due giovanissimi ragazzi. Amici per la pelle, uniti da sempre nella vita, e ora nella morte. Insieme avevano affrontato la morte di Alessandro, amico fraterno. Ora sono di nuovo insieme, tutti e tre.

Nessuna consolazione per le famiglie, per quanti li hanno conosciuti, amati. L’amministrazione comunale, retta dal sindaco Gabriele Iuliano, ha annullato tutte le manifestazioni pubbliche programmate in questo periodo, verrà proclamato lutto cittadino nel giorno dei funerali. Preoccupazione per la coppia di medici odontoiatri, di Castel San Lorenzo, che viaggiava sulla Bmw, auto contro cui ha impattato la Lancia Y, con a bordo i giovanissimi amici.

La donna, A.L, è stata sottoposta ad un intervento di asportazione della milza, ha subito frattura del femore e una serie di violente contusioni agli organi interni. A scopo precauzionale è ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Battipaglia. Il marito, G.F., trasferito all’ospedale di Eboli in ortopedia con frattura alla rotula e femore, è rimasto sempre cosciente e vigile ma devastato dall’accaduto. Uno scontro, un ammasso di lamiere, due vite spezzate.

«Vivete in noi» hanno scritto gli amici di Pasquale e Vincenzo, su di uno striscione che riporta una loro foto sorridente e una frase, estrapolata dalla canzone Caruso, di Lucio Dalla «Ma sì, è la vita che finisce Ma lui non ci pensò poi tanto Anzi si sentiva già felice. E ricominciò il suo canto… ».

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