I responsabili di un’azienda di Casoria sono stati condannati ad 8 e 4 anni e mezzo. Stando alle ricostruzioni sarebbero responsabili di una serie di furti di sonde ecografiche e di piccole apparecchiature ospedaliere avvenute tra il 2011 e il 2012 negli ospedali di mezza Italia, compresi quelli cilentani.
I colpi furono registrati nelle strutture di Fano, Forlì, Bologna, Bentivoglio, Vallo della Lucania, Novara, Agropoli, Napoli, Bari, Rimini, Pavia, Roma, Ferrara, Budrio, Ravenna, Sezze, Salerno, Reggio Emilia e all’ospedale “San Sebastiano” di Frascati. Circa una cinquantina i colpi contestati. Immediate le indagini che portarono alle condanne degli esecutori materiali dei furti; i mandanti furono invece rinviati a giudizio e nei giorni scorsi i responsabili di un’azienda di rigenerazione di apparecchi elettromedicali sono stati condannati: si tratta di marito e moglie accusati di associazione a delinquere.
Quando i carabinieri eseguirono dei controlli presso la sede della un’ingente quantità di sonde ed altre apparecchiature, per un valore di centinaia di migliaia di euro. Materiale che, come era accaduto in passato, era poi tornato sul mercato “ripulito e rigenerato”, finendo in molte occasioni anche in ospedali e strutture sanitarie di mezza Europa, dalla Germania all’Olanda ma anche fino al Medio Oriente.
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