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Spiagge di Palinuro liberate da attrezzature balneari abusive. Codacons: intervento tardivo

“Perché si è intervenuti alla fine della stagione balneare?”

Negli ultimi giorni di agosto l’intervento della Capitaneria di porto ha permesso di liberare da attrezzature balneari le spiagge “dei Francesi”, “della Sciabica” e “dei Gabbiani” raggiungibili soltanto via mare.

Un intervento importante da parte dei militari di Palinuro che ha permesso di far cessare attività abusive che davano di fatto vita a veri e propri stabilimenti i quali, di fatto, impedivano l’uso pubblico ai cittadini.

L’intervento, però, se da un lato trova il plauso anche da parte del Codacons, dall’altro suscita polemiche: “perché si è intervenuti soltanto sul finire della stagione balneare?”, si chiedono dall’associazione dei consumatori.

“Si lasciano tratti di costa di alto pregio naturalistico, tanto da ricadere per intero nel perimetro della Riserva Marina degli Infreschi, nelle mani di abusivi privi di qualsiasi concessione, si lascia che sia fortemente limitato – se non addirittura impedito – l’uso del pubblico demanio, per poi intervenire con grave ritardo, quando oramai gli abusivi hanno già realizzato ingenti guadagni, quando il fisco nulla ha incassato dalle attività illecite, e quando gli utenti hanno già pagato anche 30 euro per una sdraio o un ombrellone”, spiega il presidente del Codacons Campania Enrico Marchetti.

“Non è la prima volta” – aggiunge Pierluigi Morena dell’ufficio legale del Codacons Campania – “che rileviamo che le attività di effettiva tutela del demanio avvengano sul finire della stagione balneare, non è la prima volta che denunciamo come – al di là dei riconoscimenti formali delle riserve marine – manca del tutto un’effettiva attività di protezione e valorizzazione”.

“L’associazione, con un proprio rappresentante nella Commissione della Riserva Marina di Castellabate – continua l’Avv. Morena – in tante occasioni ha chiesto all’ente Parco e al Ministero dell’Ambiente di convocare riunioni per affrontare, in termini concreti, i problemi dell’area marina o per avviare politiche di vera valorizzazione. Richieste cadute nel vuoto, con le proposte del Codacons neppure prese in esame da una Commissione che non si riunisce da oltre un anno”.

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