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Cronaca

Voti in cambio di fritture, Rizzo convocato dal Pm. Si indaga sul “sistema Alfieri”

Voti in cambio di fritture, Rizzo convocato dal Pm. Si indaga sul “sistema Alfieri”

Continua l’indagine sulle dichiarazioni del Governatore De Luca

Continua l’indagine sulle dichiarazioni del Governatore De Luca

AGROPOLI. Anche il consigliere comunale di minoranza, Vito Rizzo, è stato convocato a Napoli dal Pm Stefania Buda per testimoniare nell’ambito dell’inchiesta per l’ipotesi di reato di induzione al voto di scambio che vede coinvolto il Governatore Vincenzo De Luca. L’indagine è partita dalle dichiarazioni dell’ex sindaco di Salerno che nel novembre scorso all’hotel Ramada di Napoli, chiese a sindaci ed altri amministratori locali di votare e far votare per il “si” al referendum, invitando a seguire l’esempio di Franco Alfieri, indicato quale campione di clientelismo. Proprio quest’ultimo, sentito dai magistrati, ha sminuito le frasi del Governatore, parlando di “una semplice battuta, che poteva essere evitata”. Per questo il Pm ha voluto sentire il consigliere di minoranza di Agropoli, per capire se in città esista un “sistema Alfieri”.

“Mi è stato chiesto se ci fosse un sistema clientelare ed eventualmente come funzionasse”, spiega Rizzo. “Inoltre – aggiunge il consigliere – volevano sapere se c’era stata un’attività per il sì: ho spiegato che a muoversi non è stato soltanto il sindaco ma anche assessori e consiglieri di maggioranza”. Rizzo avrebbe quindi avrebbe spiegato dove e quando si sarebbero tenuti gli incontri ed evidenziato che la sconfitta del “si” è dovuta anche all’impossibilità di effettuare un “controllo” sul voto. “Ad Agropoli ci sono solo 21 sezioni quindi è possibile calcolare alle elezioni amministrative se una famiglia ha o meno votato per la persona indicata; al referendum, quando bisogna scegliere solo tra il si ed il no, il controllo non è possibile”. Il voto clientelare, però, secondo quanto detto da Rizzo al Pm, sarebbe realtà e lo stesso ruolo di consigliere delegato all’agricoltura potrebbe essere stato affidato “per gestire clientele in quel settore”. Le indagini sul presunto “sistema Agropoli” proseguiranno e presto potrebbero essere sentite altri esponenti politici del posto, consiglieri, assessori o vertici del circolo Pd.

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