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Funzionalità depuratore di Ascea: atti in Procura

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Il sindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, invia in Procura gli atti e le dichiarazioni rese da Vittorio Marsicano, consigliere comunale di Pisciotta, che aveva accusato il comunene di essere responsabile dell’inquinamento del litorale.

Funzionalità depuratore di Ascea: atti in Procura

Il sindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, invia in Procura gli atti e le dichiarazioni rese da Vittorio Marsicano, consigliere comunale di Pisciotta, che aveva accusato il comunene di essere responsabile dell’inquinamento del litorale.

Alcuni giorni fa, il consigliere di minoranza di Pisciotta, Vittorio Marsicano, lamentava la presenza di “schiuma” sulle acque marine di Pisciotta, indicando la provenienza delle stesse dalla condotta sottomarina di Ascea ed addebitando il problema al cattivo funzionamento del depuratore di Ascea. Successivamente si rendeva promotore di una raccolta di firme, che inviava all’Arpac, alla Capitaneria di Porto di Palinuro e ad altri enti, al fine di segnalare tale problema.

Il sindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, non si è fatto cogliere impreparato e, prontamente, ha trasmesso le certificazioni e le analisi delle acque marine all’ufficio locale marittimo di Acciaroli, denunciando i fatti e le dichiarazioni rese dal consigliere di minoranza di Pisciotta, Vittorio Marsicano, alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania al fine di verificare la sussistenza di fatti penalmente rilevanti e la giusta punizione dell’eventuale colpevole.

“Il comune di Ascea -afferma il primo cittadino- ha attivato una serie di iniziative finalizzate alla verifica costante della balneabilità delle acque marine; infatti, oltre alla sensibilizzazione nei confronti dell’Ente consortile CONSAC Gestioni Idriche Spa (a cui è affidata da diversi anni la gestione del depuratore comunale), è stato conferito incarico alla ditta specializzata Neotes Srl di Battipaglia al fine di effettuare varie analisi (su alcuni punti del litorale di competenza) per verificare una serie di parametri relativi ai campioni di acqua marina, oltre a quelli relativi all’escherichia coli e enterococchi intestinali che già svolge mensilmente l’ARPAC “.

In relazione alle problematiche sollevate, prima con un articolo sul “Mattino” del 4.8.2015 e poi con un esposto, da un consigliere di minoranza e da numerosi cittadini di Pisciotta, il sindaco di Ascea sottolinea che la CONSAC Gestioni Idriche Spa, in merito alla qualità delle acque relative all’effluente dalla condotta sottomarina ed al funzionamento dell’Impianto di depurazione di Ascea, ha fornito (con nota del 10 agosto 2015 prot. 8478, assunta al prot. n. 10897 del 10.8.2015 del comune di Ascea) i risultati delle analisi sinora disponibili, da cui si evince il monitoraggio continuo ed il perfetto funzionamento del predetto Impianto, sconfessando quanto asserito, con superficialità e scarsa cognizione di causa, dai firmatari del predetto esposto.

Il sindaco di Ascea, avv. Pietro D’Angiolillo, sottolinea, ancora, anche al fine di evidenziare il livello di attenzione dell’Amministrazione Comunale di Ascea in relazione alla problematica in questione, che gli esiti delle analisi eseguite dalla Neotes Srl (campionamento effettuato in data 7.8.2015), trasmesse all’Ente in data 13 agosto 2015, dimostrano che tutti i parametri analizzati nei tre punti del litorale, prelevati a diversa profondità, rispettano i limiti fissati dalla legge e, comunque, non evidenziano presenze nocive e dannose per l’uomo. A ciò bisogna aggiungere, ad ulteriore conferma dei “dati” summenzionati, che i risultati analitici e le valutazioni relative ai monitoraggi, effettuati dall’ARPAC in data 8 agosto 2015 e precedentemente, classificano “eccellenti” le acque antistanti il litorale del Comune di Ascea.

“Ma vi è di più -afferma il sindaco di Ascea-, l’Arpac, con nota pervenuta all’Ente in data 19.8.2015 prot.11286, in seguito ad accertamenti da me sollecitati, ha trasmesso gli esiti di un campionamento del 30.7.2015 avvenuto, in zona antistante la Scogliera di Ascea Marina, nel punto di maggiore addensamento di schiuma in forma di chiazze di colorazione marrone e con estensione del fenomeno di circa 400 mq. Tali analisi non rilevano <> ed i parametri microbiologici risultano conformi ai limiti del D.Lgs 116/08 e successive modifiche e integrazioni”.

“Questi sono i dati reali, ampiamente documentati -afferma ancora il sindaco di Ascea-, mentre appare privo di fondamento, evidenziando tra l’altro scarsa cognizione delle caratteristiche dell’Impianto di depurazione di Ascea, l’esposto in questione, sottoscritto, forse, al fine di vivacizzare l’attività politica estiva del movimento”.

Nell’esposto si legge: “ … molti Comuni costieri (Ascea ne costituisce l’esempio più rilevante) scelgono di scaricare direttamente a mare con condotte sottomarine di spandimento, dopo aver effettuato un solo trattamento primario con la sola rimozione grossolana dai liquami …..” . “Tale affermazione non risponde a verità -ribadisce il sindaco di Ascea- in quanto il comune di Ascea ha un Impianto di depurazione a fanghi attivi, quindi trattamento secondario, dotato di due linee parallele, ognuna composta da pre-trattamenti, pre-denitrificazione, ossidazione e sedimentazione; quindi detto Impianto non effettua, come erroneamente sostenuto, un solo trattamento primario con la sola rimozione grossolana dai liquami”.

“E’ parimenti priva di fondamento -dice il sindaco di Ascea- la dichiarazione del consigliere di minoranza del comune di Pisciotta, Vittorio Marsicano, contenuta nell’articolo apparso sul “Mattino” del 4.8.2015, a pag. 29, dove si legge: <> . Ciò è smentito, tra l’altro, da tutte le analisi effettuate, da Enti pubblici e privati, precedentemente e successivamente a tali esternazioni”.

“Alla luce delle analisi e verifiche effettuate e documentate -prosegue il sindaco di Ascea- ho denunciato i fatti e le dichiarazioni rese dal consigliere comunale di Pisciotta Vittorio Marsicano, all’Ill.mo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, chiedendo di effettuare le indagini del caso, di verificare la sussistenza di fatti penalmente rilevanti e la giusta punizione dell’eventuale colpevole”.

“A differenza di altri -conclude il primo cittadino di Ascea- riteniamo che bisogna porre in essere azioni coordinate e comuni tra i vari Enti preposti alla tutela e salvaguardia del mare, del litorale e della costa del Cilento, al fine di poter offrire a tutti i cittadini ed ai numerosi turisti la bellezza delle nostre coste e dei nostri paesaggi nonché la limpidezza del nostro mare. In tale ottica, questa Amministrazione resta disponibile per ogni e qualsiasi ulteriore verifica sul proprio territorio e sui propri impianti, chiedendo che analoghi controlli siano eseguiti presso i comuni limitrofi e gli impianti degli stessi. In ogni caso, non è più tollerabile, da parte del comune che mi onoro di rappresentare, sopportare insinuazioni ed accuse infondate, che, oltre a ledere la dignità di un’intera comunità, determinano un grave danno di immagine per Ascea, con gravi ripercussioni anche di carattere economico”.

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