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Cilento

Tragedia del Ciclope: 11 anni fa la morte di Crescenzo Della Ragione

La ricostruzione completa della tragedia di Crescenzo Della Ragione alla discoteca Il Ciclope: le condanne, le sentenze e la restituzione della grotta al Comune.

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 11/08/2026
Aggiornato il: 11/08/2026
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Tragedia del Ciclope: 11 anni fa la morte di Crescenzo Della Ragione

A distanza di anni dalla tragica notte tra il 10 e l’11 agosto 2015, la memoria di Crescenzo Della Ragione resta viva nel Cilento e in tutta la Campania. Il ventisettenne originario di Mugnano di Napoli perse la vita mentre si trovava all’ingresso della celebre discoteca Il Ciclope, travolto dall’improvviso crollo di un masso staccatosi dalla parete rocciosa che sovrastava la struttura.

Fin dalle prime fasi successive al dramma, la famiglia della giovane vittima ha condotto una battaglia di verita per chiarire le responsabilita dell’accaduto. Il padre di Crescenzo, Antonio Della Ragione, ha ribadito in piu occasioni la propria posizione di fronte alle aule di giustizia e agli organi di informazione: «Mio figlio è stato ammazzato per soldi».

L’iter giudiziario e le decisioni del tribunale

L’inchiesta condotta dalla Procura di Vallo della Lucania ha ricostruito la catena di eventi e le relative responsabilita sulla gestione e sulla messa in sicurezza del sito. Chiuso il quadro investigativo nel 2017 con la richiesta di rinvio a giudizio per dieci persone, il processo di primo grado si e incardinato nel febbraio del 2019.

L’impostazione dibattimentale si e focalizzata sul titolare della discoteca, la cui condanna e stata definitivamente confermata nel maggio del 2024. Parallelamente, nel corso dell’udienza preliminare, un buttafuori di origine napoletana ha scelto la strada del rito abbreviato, venendo condannato a un anno e sei mesi di reclusione per favoreggiamento: l’accusa contestata e stata quella di aver fatto sparire il masso precipitato dalla parete rocciosa per ostacolare i primi rilievi.

Per gli altri otto imputati coinvolti nell’inchiesta iniziale — tra i quali figuravano due ex sindaci, tre agenti di polizia municipale e due tecnici — i giudici hanno disposto il non luogo a procedere. In ogni fase delle udienze, a rappresentare la memoria del giovane sono stati presenti i genitori, Antonio Della Ragione e Anna Simeoli, assistiti dai legali Domenico e Felice Lentini.

La chiusura definitiva della discoteca Il Ciclope

Oltre al binario penale, la vicenda ha segnato una svolta irreversibile sotto il profilo amministrativo e demaniale. Nel mese di luglio di quattro anni fa, la pronuncia del Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla storia della discoteca Il Ciclope.

I giudici di Palazzo Spada hanno stabilito il ritorno al Comune di Camerota della Grotta della Caprara e delle zone adiacenti. La decisione ha sancito la cessazione definitiva di ogni attivita ricreativa all’interno della cavita naturale, chiudendo uno dei casi giudiziari e di tutela ambientale piu complessi del territorio salernitano.

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