Torraca si prepara a voltare pagina per il suo simbolo storico, ma l’operazione non manca di sollevare tensioni politiche e sociali nella comunità locale. La Giunta comunale ha infatti approvato un atto d’indirizzo formale per avviare la procedura a evidenza pubblica finalizzata all’affidamento in concessione e valorizzazione del Castello Baronale Palamolla. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Bianco è superare il sottoutilizzo del maniero, trasformandolo in un polo turistico e culturale per l’intero territorio cilentano.
Il progetto di valorizzazione e i paletti del bando
L’intervento si fonda sull’articolo 57-bis del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e sulle norme del Codice dei Contratti Pubblici. L’intenzione dell’Ente è sollevarsi dai costi di gestione, manutenzione ordinaria e utenze, garantendo al contempo entrate certe grazie a un canone di locazione.
Il bando, curato dal responsabile dell’Area Tecnica e Amministrativa Vincenzo Bruzzese, stabilisce una durata di nove anni, rinnovabile per altri sei. All’interno delle mura storiche saranno permesse esclusivamente attività culturali, turistiche, museali, eventi e ricettive complementari non alberghiere conformi alla normativa regionale. Restano invece rigorosamente esclusi la modifica della destinazione d’uso, gli alberghi stabili e, in via definitiva, i locali che ospitano la biblioteca comunale, i quali continueranno a svolgere il loro servizio pubblico. L’aggiudicazione avverrà valutando l’offerta economicamente più vantaggiosa, con un peso del 70% per la qualità tecnica e del 30% per quella economica.
La presa di posizione dell’opposizione e il malcontento popolare
La decisione della maggioranza ha però acceso il dibattito pubblico, scontrandosi con la ferma opposizione della minoranza consiliare e con il malcontento di una parte dei cittadini. Le critiche politiche puntano l’indice contro la scelta di affidare un bene identitario a soggetti privati, ritenendo che la gestione pubblica debba rimanere l’unico presidio di tutela del patrimonio storico.
Tra le voci critiche circolate in paese e sui canali social, si levano appelli netti a difesa della natura pubblica del monumento: “Il castello deve rimanere pubblico, non è un impianto sportivo è la nostra storia. La storia di tutti!”. Un’affermazione che fotografa il clima di resistenza attorno al futuro del maniero, percepito dalla comunità non come un semplice bene patrimoniale da mettere a reddito, ma come il custode insostituibile delle radici collettive di Torraca.
