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Cronaca

Smantellata la banda delle marmotte: colpi anche nel salernitano, arrestati cinque uomini

Operazione coordinata dalla Procura di Taranto: sgominata un'organizzazione specializzata in assalti ai bancomat con esplosivo tra Puglia, Campania e altre regioni

Di: Roberta Foccillo
Pubblicato il: 06/02/2026
Aggiornato il: 06/02/2026
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L’uso metodico della “marmotta”, ovvero l’inserimento di ordigni rudimentali nei terminali ATM per sventrarli, è stato il marchio di fabbrica di un’organizzazione criminale capace di seminare il panico in gran parte del Sud e Centro Italia. Un’indagine capillare, coordinata dalla Procura di Taranto, ha portato ieri mattina all’arresto di cinque persone, accusate di far parte di un gruppo ben strutturato che non esitava a utilizzare tattiche paramilitari per assicurarsi la fuga.

La tecnica e le contromisure della banda

Il gruppo operava con una precisione chirurgica e una gestione dei rischi estremamente elevata. Durante i colpi, per impedire l’intervento delle forze dell’ordine, i malviventi erano soliti disseminare chiodi sull’asfalto lungo le vie di fuga e attivare estintori all’interno delle vetture utilizzate per neutralizzare eventuali sistemi di tracciamento o identificazione tecnica.

L’inchiesta, partita dall’esplosione registrata a Montemesola nel novembre del 2025, ha permesso di ricostruire una scia di 17 episodi. Tra questi figura anche un assalto avvenuto a Vallo della Lucania, a dimostrazione del vasto raggio d’azione del gruppo che si estendeva tra Puglia, Basilicata, Campania, Lazio e Calabria.

Un bottino da quasi un milione di euro

Secondo le stime degli inquirenti, i danni prodotti sono ingenti, non solo per il denaro sottratto ma anche per i gravissimi danni strutturali arrecati agli uffici postali e agli istituti bancari. Se nei soli territori di Puglia e Basilicata la cifra accertata supera i 200mila euro, l’estensione delle indagini ad altre province — tra cui Cosenza, Benevento, Frosinone, Caserta e Salerno — porta i magistrati a ipotizzare un bottino complessivo che sfiora il milione di euro.

I profili degli arrestati e il coordinamento investigativo

In manette sono finiti soggetti originari della provincia di Bari e di Taranto, tra cui figure già note alle forze dell’ordine.

Determinante è stato l’impegno del Nucleo Investigativo e del Reparto Operativo dei Carabinieri, che hanno creato una squadra dedicata per monitorare le aree sensibili.

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