È stata piazza Immacolata, sul fronte del porto di Scario, a ospitare ieri sera la seconda delle quattro serate dedicate alla rassegna culturale “Storie in Piazza 2026”, giunta quest’anno alla sua XIII edizione. Al centro dell’incontro la presentazione del libro del giornalista e scrittore Antonio Mattone, “Il Casalese di Dio”, un’opera incentrata sulla figura di Don Peppe Diana, il parroco ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994 mentre si trovava nella sacrestia della sua chiesa a Casal di Principe. Un delitto che ha segnato un’epoca e che ancora oggi scuote le coscienze. Diverse furono le ipotesi formulate nell’immediato circa le motivazioni dell’agguato; ricostruzioni volutamente elaborate per screditare la figura del sacerdote, rivelatesi tuttavia un’operazione mai riuscita.
Il messaggio del Sindaco di San Giovanni a Piro: «Non abbassiamo la guardia»
L’evento, coordinato da Michela Riviello, si è aperto con i saluti del Sindaco del comune di San Giovanni a Piro, Ferdinando Palazzo, che si è soffermato sul valore e sull’importanza dell’eredità di Don Peppe Diana.
«Uccidere un parroco nella propria casa è un gesto che, al di là dell’atrocità che porta con sé, rappresenta l’omicidio di una persona che aveva deciso di non girarsi dall’altra parte, di combattere il malaffare e fare in modo che la comunità che rappresentava potesse migliorare», ha dichiarato il primo cittadino Palazzo. «Il fatto che nei nostri territori non ci siano stati episodi del genere non ci deve far abbassare la guardia. Vogliamo che il nostro paese sia uno scrigno di legalità».
Il confronto con Franco Roberti e i punti oscuri del delitto
A dialogare con l’autore Antonio Mattone è stato Franco Roberti, già Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo.
«Il Casalese di Dio è uno dei libri più impegnati nella ricerca di una verità che, almeno in parte, ancora sfugge alla nostra conoscenza», ha affermato Roberti. «È un tentativo serio di rendere giustizia a Don Diana, una giustizia che ancora non gli è stata del tutto riconosciuta, sia sul piano processuale sia su quello sociale».
Si tratta di un omicidio sul quale aleggiano ancora molti punti interrogativi, come ha ribadito lo stesso autore del volume.
«Ho studiato gli atti processuali e ho parlato con le persone condannate e con gli inquirenti, ma ci sono ancora molti punti oscuri sull’uccisione di Don Peppe Diana», ha chiarito Mattone. «Nel libro traccio una serie di ipotesi: sta poi al lettore individuare quelle che ritiene più possibili e plausibili».
