Il Cilento torna protagonista sulla scena internazionale dell’agroalimentare. PURO, il nuovo Cremoso di latte di bufala firmato San Salvatore, è stato selezionato tra i prodotti del SIAL Innovation 2026, il programma dedicato alle novità del settore alimentare nell’ambito del SIAL Paris, uno degli appuntamenti più importanti al mondo per l’industria del food.
Il debutto di PURO alla fiera internazionale di Parigi
Presentato al pubblico durante la manifestazione, che si è svolta a Parigi dal 17 al 21 ottobre, PURO rappresenta un ulteriore passo nel percorso di ricerca dell’azienda di Paestum, da anni impegnata nella valorizzazione del latte di bufala attraverso prodotti che vanno oltre la tradizionale produzione casearia.
Una filiera corta e senza additivi nel cuore di Paestum
La particolarità di PURO sta nella sua semplicità: una crema realizzata esclusivamente con latte di bufala, senza altri ingredienti aggiunti, senza lattosio, glutine e additivi. Il latte proviene direttamente dall’allevamento San Salvatore e viene lavorato entro 24 ore dalla mungitura, all’interno di una filiera completamente controllata.
L’orgoglio dell’azienda San Salvatore e la forza del territorio
A raccontare la soddisfazione per il risultato è Antonello Ricco, alla guida del progetto San Salvatore, che attraverso i social ha sottolineato come il riconoscimento rappresenti il frutto di anni di lavoro, ricerca e della determinazione di una squadra che continua a credere nelle potenzialità del territorio.
Il successo dei Cremosi cilentani al SIAL Paris
Non è la prima volta che i Cremosi San Salvatore attirano l’attenzione del SIAL. Già nel 2024 il Cremoso al Caramello era stato selezionato nell’ambito del programma dedicato all’innovazione. La nuova selezione conferma un percorso aziendale che punta a dare al latte di bufala interpretazioni differenti, mantenendo al centro la materia prima e la sua provenienza.
Un risultato che porta ancora una volta il nome di Paestum e del Cilento oltre i confini nazionali, dimostrando come anche un prodotto profondamente legato alla tradizione possa diventare protagonista dell’innovazione alimentare globale.
