Il consiglio comunale di Salerno ha approvato il documento di indirizzi per la variante strutturale al Piano urbanistico comunale, segnando il primo aggiornamento dell’impianto urbanistico dal 2006. Se da un lato il testo introduce principi incentrati sullo stop al consumo di suolo e sulla valorizzazione dei servizi di quartiere, dall’altro solleva interrogativi e perplessità da parte delle opposizioni, in particolare sul futuro della fascia costiera e sulla gestione dei conti pubblici.
Nuova pianificazione urbana e tutela del territorio
La revisione del Piano urbanistico comunale punta a ridisegnare il volto della città attraverso la rigenerazione urbana e il potenziamento dei servizi sociosanitari, sportivi e culturali in ogni quartiere. Tra gli obiettivi dichiarati figurano la protezione della residenza stabile nel centro storico dalla pressione delle locazioni turistiche e l’introduzione di criteri orientati alla sostenibilità ambientale.
Tuttavia, il documento definisce per la fascia costiera, compresa tra Marina d’Arechi e il confine meridionale, una vocazione orientata a strutture alberghiere, funzioni congressuali e commerciali, prevedendo anche l’utilizzo delle procedure semplificate della Zona economica speciale.
Le perplessità e le proposte di Tradizione Futuro
Le scelte urbanistiche contenute nel documento non convincono l’associazione Tradizione Futuro, che solleva critiche sulla coerenza tra i principi annunciati e le decisioni operative messe in campo per il litorale e per la zona orientale. Secondo il portavoce Rosario Peduto, gli interventi previsti rischiano di compromettere beni comuni di grande valore paesaggistico e identitario.
«Stop al consumo di suolo e più servizi nei quartieri sono principi che condividiamo – dichiara Rosario Peduto, portavoce di Tradizione Futuro –. Ma un principio annunciato vale quanto le scelte che lo accompagnano. E le scelte che contano, sul litorale orientale e sulla zona ex ASI, sono già state prese in Giunta o affidate a procedure semplificate.»
L’associazione avanza tre proposte chiave per il futuro urbanistico della città:
- Una gestione intercomunale del litorale orientale, estesa fino alla foce del Sele, in alternativa a decisioni calate dall’alto e slegate dal contesto territoriale più ampio.
- La realizzazione di una passeggiata a mare continua nei quartieri orientali, vincolata all’interno della variante prima di autorizzare nuove strutture ricettive.
- La priorità assoluta al riuso del patrimonio pubblico esistente, destinando gli edifici comunali inutilizzati a residenze universitarie e servizi di quartiere prima di procedere a qualsiasi vendita di aree strategiche.
Variazione di bilancio e pressione fiscale
Nel corso della stessa seduta, il consiglio ha ratificato la variazione di bilancio adottata dalla giunta alla fine del mese di luglio. L’aggiornamento economico porta da 16,6 a 25,2 milioni di euro la somma stanziata per l’anno in corso per ripianare il disavanzo, in linea con l’accordo sottoscritto con lo Stato nel 2022.
Tale percorso di risanamento finanziario ha comportato nel corso degli anni un incremento dell’addizionale comunale IRPEF, salita dallo 0,8% iniziale all’attuale 1,1%, con un incremento del gettito stimato in quattro milioni di euro.
«Risanare i conti è un dovere – conclude Peduto –. Ma se l’addizionale rende più del previsto, l’amministrazione deve dire se intende rivedere l’accordo e alleggerire il carico sui salernitani dal 2027. Su questo torneremo con un approfondimento dedicato.»
