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Salerno divisa nel ricordo di Falvella: saluti romani, cori antifascisti e polemiche: città blindata

Giornata di forte contrapposizione a Salerno per il ricordo di Carlo Falvella. Fiaccolata della destra e presidio antifascista divisi dalle forze dell'ordine

Di: Federica Inverso
Pubblicato il: 08/07/2026
Aggiornato il: 08/07/2026
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Da una parte il “presente” e il saluto romano davanti al monumento di Carlo Falvella. Dall’altra il grido “Fuori i fascisti da Salerno” scandito dal presidio antifascista in piazza XXV Aprile.

In mezzo un cantiere e l’importante dispiegamento di uomini delle forze dell’ordine, chiamati a impedire che le due manifestazioni arrivassero a contatto. È questa l’immagine che segna Salerno nel giorno della commemorazione di Carlo Falvella, il giovane vicepresidente del Fronte Universitario d’Azione Nazionale ucciso in una rissa nel 1972 per mano di Giovanni Marini, esponente cittadino dei movimenti anarchici.

Tensioni e posizionamenti in città

Una giornata ad alta tensione, ma senza che si verificassero veri contatti tra i due schieramenti. Solo un momento di attrito, davanti a Palazzo di Città, rapidamente contenuto dalle forze dell’ordine. Per il resto, una lunga partita di posizionamenti, proteste e simboli, con due manifestazioni che si sono sviluppate in parallelo.

Il primo momento della giornata è stato la presentazione del libro dedicato a Carlo Falvella, “E me ne vanto”, nel Salone dei Marmi. All’esterno, il presidio promosso dalle associazioni antifasciste, con l’Anpi in testa, che ha contestato la scelta del Comune di ospitare l’iniziativa, scandendo slogan contro il fascismo e contro il sindaco De Luca.

Davanti al Comune, a fare da cordone di sicurezza c’erano anche il deputato Franco Mari, i consiglieri comunali Franco Massimo Lanocita e Giso Amendola che hanno seguito il presidio antifascista spostandosi poi in piazza XXV Aprile, un’area che Prefettura e Questura avevano negato per ragioni di ordine pubblico.

Il corteo e il rito del “presente”

Sul fronte opposto, invece, il corteo del gruppo di destra con i rappresentati di casapound, non autorizzato, è diventato uno “spostamento” scortato dalle forze dell’ordine. I militanti hanno attraversato il Corso Vittorio Emanuele fino a via Velia, dove si trova il monumento dedicato a Falvella.

Ed è proprio via Velia a diventare il simbolo della serata. All’inizio della strada, la fiaccolata dei militanti dell’estrema destra si è conclusa con il rito del “presente” e con il saluto romano. Poche decine di metri più avanti, in piazza XXV Aprile, il presidio antifascista ha risposto urlando a gran voce “Fuori i fascisti da Salerno”.

Due manifestazioni divise soltanto da un massiccio schieramento di forze dell’ordine, quasi a guardarsi negli occhi, senza mai entrare in contatto.

Il ricordo di Carlo Falvella è così tornato a dividere la città tra memoria, protesta e contrapposizione politica. Il massiccio dispositivo di sicurezza ha impedito qualsiasi contatto tra i due schieramenti, mantenendo la contrapposizione sul piano delle parole, dei simboli e delle manifestazioni. Una giornata conclusa, dunque, senza scontri, ma che conferma quanto la memoria di Carlo Falvella continui, ancora oggi, a suscitare profonde divisioni.

Le reazioni politiche

Non solo la contrapposizione tra le piazze, ma anche la netta distanza tra i protagonisti della giornata. Dalle parole del fratello di Carlo Falvella, Marco che ha chiesto rispetto per la memoria del giovane e di tutte le vittime politiche, attaccando anche il consigliere Franco Massimo Lanocita. All’appello non accolto di Rosario Peduto dell’associaIone Tradizione Futuro passando per la presenza del deputato Franco Mari al presidio antifascista.

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