L’estate volge al termine e per migliaia di studenti, famiglie e docenti della Campania si avvicina il momento del rientro tra i banchi. L’avvio del nuovo anno scolastico porta con sé l’orizzonte delle consuete routine quotidiane, l’emozione per i primi passi dei più piccoli e la concentrazione per chi affronterà gli anni conclusivi dei cicli di studio. Dietro la ripartenza si celano però dinamiche complesse, bilanciate tra la pianificazione del calendario regionale, le difficoltà economiche delle famiglie legate ai rincari del materiale didattico e le trasformazioni demografiche che stanno ridefinendo la mappa geografica dell’istruzione nei territori interni.
Il calendario scolastico in Campania: tutte le date
La Giunta Regionale della Campania ha fissato i riferimenti per lo svolgimento delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado.
- Inizio lezioni: martedì 15 settembre 2026
- Fine lezioni (scuole primarie e secondarie): martedì 8 giugno 2027
- Fine attività (scuole dell’infanzia): mercoledì 30 giugno 2027
Le sospensioni delle attività didattiche approvate per le festività e i ponti regionali seguiranno questa scansione:
- Tutti i Santi e Commemorazione dei Defunti: 1 e 2 novembre 2026
- Ponte dell’Immacolata Concezione: 7 e 8 dicembre 2026
- Vacanze natalizie: dal 23 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027
- Carnevale: 8 e 9 febbraio 2027
- Vacanze pasquali: dal 25 al 30 marzo 2027
- Festa della Liberazione: 25 aprile 2027
- Festa del Lavoro: 1° maggio 2027
- Festa della Repubblica: 2 giugno 2027
A queste date si aggiungono le consuete chiusure stabilite dai singoli Comuni in occasione delle feste dei Santi Patroni.
Caro libri e spese scolastiche: la stangata di settembre
Accanto alla scansione dei giorni di lezione, a preoccupare le famiglie campane è il peso economico dell’avvio dell’anno scolastico. L’acquisto dei testi e del corredo didattico rappresenta una voce di spesa in costante aumento, condizionata dall’inflazione e dal rincaro delle materie prime per la cartotecnica.
Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, la spesa media per i soli libri di testo supera frequentemente i tetti prefissati, costringendo i nuclei familiari a ricorrere con maggiore frequenza al mercato dell’usato o a iniziative di scambio promosse da associazioni locali. Nonostante le misure di sostegno previste dai Comuni per la fornitura totale o parziale dei libri di testo tramite voucher e cedole librarie, la copertura non sempre riesce ad attenuare un impatto finanziario che grava sui bilanci familiari alle porte dell’autunno.
Spopolamento nel Cilento e superamento delle classi pollaio
Un elemento cruciale che caratterizza il rientro a scuola riguarda la progressiva flessione demografica, fenomeno con cui la regione fa i conti da diversi anni ma che mostra i suoi effetti più marcati nelle aree interne. In territori come il Cilento, la costante diminuzione delle nascite e il progressivo spopolamento dei piccoli comuni stanno portando a una riduzione strutturale del numero totale degli iscritti. 70 scuole in provincia di Salerno avranno meno di 15 alunni.
Se da un lato la contrazione degli alunni impone la riorganizzazione della rete scolastica e rischia di spingere verso l’accorpamento degli istituti o la formazione di pluriclassi nei borghi più isolati, dall’altro lato apre uno scenario differente per la qualità della didattica. La presenza di un numero ridotto di studenti all’interno dei singoli plessi sta permettendo di superare storiche criticità legate al sovraffollamento delle aule, arginando di fatto la piaga delle cosiddette “classi pollaio”.
Un numero contenuto di alunni per classe consente ai docenti di strutturare percorsi educativi più personalizzati, attenti alle esigenze dei singoli e in grado di valorizzare l’inclusione. Per il Cilento e i territori adiacenti, la sfida del futuro risiede nell’equilibrio tra la tutela del diritto allo studio nei comuni periferici e la valorizzazione di un modello didattico a misura d’uomo, capace di trasformare una criticità demografica in un punto di forza per l’offerta formativa locale.
