Secondo l’Osservatorio Restworld sulle retribuzioni nel settore della ristorazione, la Campania è la regione con gli stipendi offerti più bassi, nonostante nell’ultimo anno gli stipendi offerti abbiano registrato una crescita del 2,5%. Il mercato regionale, inoltre, presenta una diffusione delle settimane lavorative da sei giorni superiore alla media nazionale.
È quanto emerge da un’indagine di Restworld, piattaforma e agenzia per il lavoro specializzata nella ristorazione. L’analisi considera le offerte pubblicate nella regione da aprile 2024 all’ultimo trimestre.
La mediana di un lavoro a tempo pieno nelle offerte analizzate in Campania è di 1.500 euro netti al mese, contro i circa 1.700 euro a livello nazionale. Nel confronto tra l’estate scorsa e questa, la retribuzione offerta è passata da 1.463 a 1.500 euro netti al mese: un aumento del 2,5% in un anno, pari a circa 37 euro mensili. Nello stesso periodo gli stipendi a livello nazionale sono rimasti sostanzialmente stabili.
“La Campania resta il territorio con il livello retributivo più basso tra quelli analizzati, ma il segno dell’ultimo anno è comunque positivo. La crescita è più contenuta rispetto ad altre regioni e indica che il percorso per rendere le offerte più competitive è ancora lungo, soprattutto per attrarre professionisti qualificati della cucina”, commenta Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.
I ruoli più pagati e la difficoltà nel reperire personale qualificato
La figura meglio retribuita in Campania è il cuoco capo partita, con una mediana di 1.808 euro netti al mese. Seguono gli addetti alla cucina, con 1.625 euro, gli aiuto cuochi con 1.500 euro, e i camerieri con 1.429 euro. Tra il ruolo più pagato e quello con la retribuzione più bassa tra i principali il divario è di circa 379 euro mensili.
Anche in Campania la difficoltà nel reperire figure qualificate si concentra sui mestieri specializzati in cucina: il cuoco capo partita e le altre figure di brigata sono i profili più complessi da coprire.
L’impatto della stagionalità e il nodo della settimana corta
Nell’ultimo trimestre il 35% delle offerte include l’alloggio, un punto percentuale sopra la media nazionale. Il 46% delle posizioni è stagionale, contro il 31% in Italia, mentre i pasti sono inclusi nel 67% degli annunci. Il 13% richiede la conoscenza dell’inglese e il 79% prevede una settimana lavorativa di sei giorni, rispetto al 65% nazionale.
Le offerte arrivano soprattutto da Salerno, Napoli, Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Marina di Camerota, Pomigliano d’Arco e Pozzuoli. La domanda combina quindi grandi centri urbani e località costiere, con un peso rilevante della stagione estiva sull’organizzazione del lavoro.
Il contesto nazionale tra trasparenza e riduzione dei turni spezzati
Il focus regionale si inserisce nel quadro delineato dall’Osservatorio Restworld, basato su oltre 6.100 offerte di lavoro pubblicate fino a giugno 2026.
A livello nazionale, la retribuzione mediana si attesta a 1.700 euro netti equivalenti al mese; il 40% delle offerte full time supera i 30.000 euro di RAL e il 98% propone una retribuzione superiore a 1.300 euro netti equivalenti mensili.
L’osservatorio rileva inoltre che la quota di annunci che indica lo stipendio lordo è passata dal 7% al 53% tra aprile e giugno 2026. Solo il 23% delle offerte prevede ancora il turno spezzato, mentre il 68% delle aziende propone un contratto a termine con prospettiva di stabilizzazione.
“Le imprese non competono più soltanto sullo stipendio, ma anche sulla qualità del lavoro che riescono a offrire: turni più sostenibili, maggiore trasparenza, benefit e prospettive di crescita stannoando strumenti sempre più importanti per attrarre e trattenere collaboratori qualificati. La direzione è quella giusta, anche se il percorso è ancora lungo”, conclude Luca Lotterio, CEO e co-founder di Restworld.