Il Tribunale amministrativo regionale della Campania ha fermato i tetti di spesa stabiliti per il 2026 relativi alle prestazioni di radioterapia, accogliendo l’istanza cautelare promossa dall’Istituto Polidiagnostico D’Agosto nei confronti di Regione e Asl Salerno. Il provvedimento monocratico sospende l’efficacia della delibera regionale fino alla camera di consiglio fissata per il prossimo 6 ottobre, allineandosi alle decisioni già adottate per un’altra decina di ricorsi presentati dalle strutture del territorio.
Il provvedimento del Tar e le motivazioni della sospensione
La delibera numero 461 dello scorso sei agosto aveva definito i budget per le cure radioterapiche erogate dal settore privato accreditato, bloccando contestualmente gli atti conseguenti e l’iter dell’Asl Salerno per la stipula dei contratti. Il presidente della Nona sezione, Guglielmo Passarelli Di Napoli, ha evidenziato la complessità delle questioni sollevate, ravvisando i requisiti di estrema gravità e urgenza necessari per congelare la situazione in attesa della valutazione collegiale.
I legali che assistono i centri spiegano che l’amministrazione regionale non avrebbe stanziato somme adeguate per sostenere i trattamenti salvavita. “La Regione non avrebbe individuato e stanziato risorse sufficienti a coprire il valore delle terapie salvavita”, evidenziano gli avvocati Luca Rubinacci e Antonella Villani, quantificando in circa 22 milioni lo stanziamento a fronte di un fabbisogno effettivo stimato intorno ai 40 milioni di euro. Nonostante le criticità economiche, le strutture sanitarie hanno garantito la continuità assistenziale ai malati di cancro per senso di responsabilità.
La vertenza delle case di cura e lo stato di crisi del comparto
La decisione del tribunale amministrativo si inserisce in un quadro di forte tensione tra la Regione e la sanità privata accreditata. Le case di cura denunciano una serie di criticità strutturali, tra cui l’aumento dei costi di gestione, tariffe bloccate ai parametri ministeriali del 2012 e decurtate del 10 percento a livello regionale, oltre a una carenza generale di posti letto. La Campania registra una dotazione di circa tre posti ogni mille residenti, a fronte dello standard fissato a 3,7 dal decreto ministeriale 70 del 2015, alimentando una mobilità passiva che pesa per circa 300 milioni di euro all’anno. In questo scenario, le parti si confronteranno in un tavolo di confronto convocato per definire una programmazione certa e scongiurare ulteriori blocchi nell’erogazione delle prestazioni.
