Nulla di fatto per il punto ristoro dell’Ospedale “Immacolata” di Sapri. La gara d’appalto per l’affidamento in concessione del bar del presidio sanitario è andata ufficialmente deserta: non è pervenuta alcuna offerta per la gestione del servizio di bar e piccola ristorazione, nonostante il bando pubblicato dall’ASL Salerno tramite la piattaforma telematica di So.Re.Sa.
Le condizioni della concessione e i motivi del flop
La concessione prevedeva una durata di 60 mesi (cinque anni), per un valore stimato di 219.000 euro all’anno di fatturato presunto. Il bando fissava un canone a base d’asta di 10.000 euro all’anno — pari a 50.000 euro complessivi per l’intera durata del contratto — da corrispondere all’ASL con offerte al rialzo.
Cifre e condizioni che non hanno convinto gli operatori economici del settore. L’insieme delle spese — tra canone di locazione, utenze, arredi interamente a carico del concessionario, personale e oneri per la sicurezza — ha reso la gestione finanziariamente insostenibile, soprattutto all’interno di un presidio ospedaliero periferico caratterizzato da flussi di utenza contenuti.
Disservizi per i pazienti e il personale nel Golfo di Policastro
L’esito negativo della gara rappresenta un duro colpo per chi frequenta la struttura quotidianamente. Pazienti, familiari, visitatori e personale sanitario restano privi di un punto di ristoro interno: niente caffè, niente pasti caldi né uno spazio d’attesa attrezzato.
In un presidio ospedaliero che costituisce il riferimento strategico per l’intero Golfo di Policastro e per le aree interne del Cilento — dove i parenti dei ricoverati giungono spesso da comuni distanti e trascorrono molte ore in corsia — l’assenza di un bar non rappresenta un semplice dettaglio, ma un disservizio strutturale che si somma alle altre criticità del territorio.
Le prospettive dell’ASL Salerno per il futuro del presidio
A questo punto spetta all’ASL Salerno stabilire le prossime mosse per garantire il servizio. Le opzioni sul tavolo sono principalmente due: la pubblicazione di un nuovo bando di gara con condizioni economico-contrattuali riviste e maggiormente sostenibili (ad esempio con un canone ridotto o una differente durata temporale), oppure il ricorso a un affidamento temporaneo nelle more della riprogettazione della gara. Nel frattempo, i disagi continuano a gravare sull’utenza e sui cittadini del Basso Cilento.
