Si trova nel carcere di Salerno Fuorni Antonio Durante, il 53enne che ha ucciso l’anziana madre di 85 anni, Maria Barone, per poi chiamare il 112 e confessare il delitto. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, l’uomo si era allontanato dalla piccola casa al piano terra nel cuore del paese subito dopo l’aggressione. All’arrivo dei militari, che lo hanno rintracciato nelle stradine circostanti, l’indagato non ha opposto alcuna resistenza, dimostrandosi calmo e collaborativo.
Un dramma familiare tra isolamento e assistenza continua
La famiglia viveva in una situazione di progressivo e logorante isolamento. Da circa quattro anni Durante era tornato dalla Bulgaria, dove aveva vissuto per un periodo, per prendersi cura in solitudine sia della madre sia del fratello maggiore, un uomo di 55 anni affetto da problemi psichiatrici e seguito dai servizi sociali. Un carico assistenziale estenuante, durato anni, che avrebbe consumato il cinquantatreenne fino al punto di non ritorno. Agli inquirenti l’uomo avrebbe riferito semplicemente di non farcela più.
Le indagini della Procura di Salerno e i dettagli ritrovati in casa
La Procura della Repubblica di Salerno ha aperto un’inchiesta coordinata dalla sostituta procuratrice Mafalda Daria Cioncada. All’interno dell’abitazione e tra gli effetti personali dell’uomo sono stati trovati elementi ritenuti centrali per le indagini: tra questi, una foto con indicazioni operative e una somma di denaro lasciata sia per lo svolgimento dei funerali della donna, sia per le prime cure del fratello, nel frattempo ricoverato in una struttura specializzata. La salma della vittima è stata posta sotto sequestro in attesa dell’esame autoptico, mentre proseguono gli accertamenti per fare piena luce sui dettagli di una tragedia maturata nel silenzio delle pareti domestiche.
Le parole di Don Pasquale Iannone
Sull’accaduto è intervenuto anche il parroco, don Pasquale Iannone, che ha espresso profonda vicinanza alla famiglia e ha lanciato una riflessione rivolta a tutte le istituzioni e ai cittadini. Per il sacerdote, “ascolto e dialogo non devono mai mancare”, elemento fondamentale per prevenire il logoramento dei legami interpersonali e comunitari.
Di fronte a fatti di tale gravità, la risposta non può limitarsi al solo cordoglio momentaneo. Come ha sottolineato lo stesso don Pasquale Iannone: “Quando succedono questi episodi, in generale, dobbiamo capire che è importante riscoprire il dialogo, la cultura dell’ascolto e del rispetto, tra genitori e figli ma anche all’interno della nostra comunità che sia religiosa ma anche quella a livello sociale”.
Ricostruire la rete sociale contro la solitudine
Il richiamo alle responsabilità collettive pone l’accento sulla necessità di rafforzare i presidi di prossimità e il monitoraggio territoriale. La prevenzione dell’isolamento sociale richiede un impegno sinergico tra le parrocchie, le associazioni di volontariato, i servizi sociali comunali e la cittadinanza attiva. Promuovere momenti di incontro e monitorare con attenzione le situazioni di fragilità rappresentano gli strumenti primari per evitare che la solitudine si trasformi in una condizione irrecuperabile.
