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Cronaca

Omicidio di Maria Rosaria Troisi, condannato a 24 anni il marito Marco Aiello: riconosciuto il vizio parziale di mente

La Corte di assise di Salerno ha condannato a 24 anni di carcere Marco Aiello per il femminicidio della moglie Maria Rosaria Troisi a Battipaglia. Riconosciuto il vizio parziale di mente

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 19/06/2026
Aggiornato il: 19/06/2026
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Arriva al primo verdetto giudiziario il drammatico caso del femminicidio di Battipaglia. La Corte di assise di Salerno ha condannato a 24 anni di carcere Marco Aiello, l’idraulico battipagliese accusato dell’omicidio della moglie, Maria Rosaria Troisi, e di procurato aborto. I giudici hanno riconosciuto all’imputato il vizio parziale di mente, concedendo le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate ed escludendo la totale incapacità.

Oltre alla pena detentiva, per la quale è stata disposta la continuazione dei reati, la Corte ha stabilito la sospensione della potestà genitoriale e l’applicazione della misura della libertà vigilata per la durata di 5 anni una volta espiata la condanna. Si chiude così il processo di primo grado per i tragici fatti avvenuti il 20 settembre 2023 nella villetta di famiglia in località Lago.

La ricostruzione della crisi e le ossessioni dell’imputato

L’inchiesta condotta dalla Procura di Salerno, con la pubblica accusa rappresentata dalla pm Licia Vivaldi, ha fatto luce su un contesto familiare segnato da mesi di tensioni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, all’origine della crisi coniugale c’era l’ossessione continua dell’uomo per presunte relazioni extraconiugali della moglie, dinamica che alimentava frequenti discussioni.

Le indagini hanno evidenziato episodi emblematici di questo stato psicologico, come quanto accaduto durante un viaggio di famiglia a Disneyland. In quell’occasione, l’imputato si era rivolto alla sicurezza del parco convinto che alcuni finti turisti stessero fotografando la sua famiglia su mandato di un fantomatico amante della moglie. Una relazione che, secondo le dichiarazioni dello stesso Aiello, gli sarebbe stata confermata dalla vittima.

La dinamica del delitto nella villetta di Battipaglia

La mattina del delitto l’uomo si sarebbe svegliato manifestando malesseri fisici. Nonostante la moglie gli avesse consigliato di andare in ospedale, Aiello si era recato prima da un vicino di casa e poi dalla madre per chiedere di allertare le forze dell’ordine, sostenendo di essere stato minacciato dalla coniuge con un coltello. Ricevuto il rifiuto da entrambi, era rientrato nell’abitazione.

Dopo aver chiamato personalmente il 112, l’uomo si è diretto in cucina dove ha aggredito Maria Rosaria Troisi, colpendola con sette fendenti mortali. L’azione ha causato anche la perdita del nascituro, data la consapevolezza da parte dell’aggressore dello stato di gravidanza della moglie. La richiesta della procura era stata anch’essa di 24 anni di reclusione, valutando l’imputato come parzialmente capace di intendere e volere.

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