Le indagini archeologiche nel centro storico di Montesano sulla Marcellana proseguono con l’avvio delle analisi scientifiche sui reperti ossei emersi durante i lavori di scavo per una canalizzazione Enel. Dopo il ritrovamento delle due sepolture a fossa terragna nei pressi della chiesa di Sant’Anna e della casa comunale, l’attenzione si sposta ora sugli esami di laboratorio coordinati dagli enti di tutela per chiarire l’esatta datazione e il profilo biologico dei defunti.
Il lavoro di analisi antropologica e la Soprintendenza
Le ossa rinvenute nelle tombe, sebbene prive di corredo e parzialmente danneggiate da pregressi interventi urbanistici, rappresentano un documento storico di primaria importanza per il territorio salernitano. Gli specialisti incaricati procederanno con l’esame antropologico per determinare età, sesso, stato di salute e abitudini di vita delle persone sepolte. Le operazioni si svolgono sotto il coordinamento scientifico della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, che supervisiona ogni fase di studio per preservare il contesto stratigrafico e storico.




Il contesto storico tra la chiesa di Santa Sofia e lo xenodochio
Gli approfondimenti tecnici si inseriscono in un quadro di ricerca più ampio volto a ricostruire la fisionomia del borgo in età medievale. La posizione delle tombe avvalora l’ipotesi di un legame diretto con l’antica chiesa di Santa Sofia, edificio di culto di probabile origine greco-basiliana un tempo sorto nella piazza principale e parzialmente inglobato nella struttura della chiesa madre di Sant’Anna. A questo si aggiunge la vicinanza documentata dello xenodochio, la struttura medievale adibita all’accoglienza di pellegrini e viandanti lungo le direttrici storiche del Vallo di Diano.
