La comunità di Moio della Civitella si arricchisce di una nuova opera monumentale realizzata dallo scultore Emanuele Stifano e dalla mosaicista Carla Passarelli, capaci di fondere tradizione e innovazione.
Inaugurata nella serata di ieri alla presenza del sindaco Enrico Gnarra, dell’amministrazione comunale, degli artisti, dei parroci e della cittadinanza, “Anthea” (ovvero colei che fiorisce) vuole omaggiare la forza del mondo femminile attraverso il dialogo tra bronzo e mosaico. L’opera porta con sé la memoria della contadina di un tempo ed è simbolo assoluto di libertà femminile.
Un progetto per valorizzare l’identità e lo spazio pubblico
L’intervento è stato fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale, con l’intento di arricchire il territorio attraverso opere contemporanee capaci di creare un dialogo virtuoso tra arte, identità locale e spazio pubblico.
“Oggi è per me un momento veramente bello ed emozionante. L’amministrazione comunale dona alla nostra comunità un’opera bellissima, che non è solo un ornamento per il nostro Comune, ma un segno che ricorda la nostra identità, la nostra storia e la nostra memoria”, ha dichiarato con entusiasmo il primo cittadino Enrico Gnarra. “È il ricordo del passato e la speranza del futuro: “Anthea” vuole essere un ponte tra un passato fatto di lavoro e sacrificio e un futuro fatto di bellezza e speranza”.
Il dialogo tra bronzo e mosaico: la simbologia del fiore di loto
“L’opera è una scultura in bronzo con delle parti realizzate a mosaico”, spiega la mosaicista Carla Passarelli. “L’idea iniziale è quella di omaggiare il mondo femminile: questa donna siede su una foglia di loto rovesciata che sembra galleggiare sull’acqua e porta in testa una cesta piena di fiori di loto”.
“Il fiore di loto possiede una simbologia molto forte e rappresenta proprio la rinascita, perché nasce nel fango per poi salire verso la luce”, aggiunge la Passarelli. “Vogliamo omaggiare così la forza del mondo femminile e la sua capacità di rialzarsi, un tratto caratteristico e tipico anche delle donne della nostra terra”.
