I controlli periodici condotti dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (Arpac) sulla qualità delle acque costiere si avviano alla conclusione con l’arrivo di settembre. A partire dallo scorso aprile, i tecnici dell’agenzia hanno effettuato campionamenti sistematici lungo oltre 400 chilometri di litorale, monitorando nello specifico 328 singole zone adibite alla balneazione per tutelare la salute pubblica. Le analisi svolte nei laboratori si concentrano sulla ricerca di due precisi indicatori batteriologici, l’Escherichia coli e gli enterococchi intestinali, parametri stabiliti dalle direttive europee e nazionali per rintracciare eventuali contaminazioni focolai di origine fecale e stabilire l’idoneità dei tratti marini.
Bilancio estivo e criticità temporanee nel Salernitano
Nel complesso, il comprensorio costiero della provincia di Salerno presenta un quadro generale privo di emergenze strutturali gravissime, eccezione fatta per le note criticità storiche localizzate in prossimità dei principali sbocchi fluviali. Nel corso della stagione non sono mancati singoli episodi di divieto temporaneo, scaturiti da picchi d’inquinamento improvvisi o da dinamiche specifiche.
A Salerno, durante il mese di luglio, le autorità hanno disposto la chiusura temporanea del tratto “Universo Beach” a causa di parametri batterici oltre dieci volte superiori alle soglie consentite dalla legge, un fenomeno riconducibile al materiale impiegato per le operazioni di ripascimento sul Lungomare Marconi. Una dinamica simile si è verificata anche nel comune di Cetara. Nelle fasi iniziali della stagione balneare, ulteriori restrizioni a carattere transitorio hanno interessato la città di Sapri, dove le precipitazioni meteoriche hanno riversato in mare sostanze inquinanti tramite i canali di scolo, oltre ai tratti di Ponte di Ferro a Capaccio Paestum e della spiaggia della Marina ad Agropoli, quest’ultima interdetta verso la fine di agosto. Per quanto riguarda le anomalie cromatiche dell’acqua e la presenza di mucillagine segnalate dai bagnanti, i sopralluoghi Arpac hanno confermato la naturalezza del tutto fisiologica dei fenomeni, legati prevalentemente alle elevate temperature estive.
Il quadro di settembre e le eccellenze del territorio
Il panorama rilevato nelle prime settimane di settembre conferma la stabilità della costa salernitana, dove rimangono attivi esclusivamente tre divieti di balneazione già noti e permanenti: l’area ad est della foce del fiume Irno a Salerno, la zona prospiciente la foce del Picentino e il tratto corrispondente al lido Spineta nel comune di Battipaglia.
Il bilancio finale dell’infrastruttura di controllo premia la qualità del mare salernitano, che si mantiene in un buono stato di salute generale. Il litorale del Cilento si attesta come la fascia costiera con i riscontri più alti: nel tratto compreso tra Agropoli e Sapri la qualità analitica dell’acqua risulta uniformemente eccellente. Valutazioni estremamente positive si registrano anche lungo la costa di Eboli. Per quanto riguarda la Costiera Amalfitana, i dati mostrano un quadro ampiamente rassicurante, dove soltanto la spiaggia “Le Sirene” ad Amalfi e il settore “Maiori 1” registrano indici leggermente inferiori al massimo della scala valutativa, senza comunque richiedere alcuna limitazione alla balneazione.
Le attività di campionamento dell’Arpac riprenderanno regolarmente la prossima primavera. I dati accumulati nel corso degli ultimi anni serviranno alla Regione Campania per definire le delibere d’inizio anno sui tratti idonei alla balneazione e costituiranno la base tecnica per l’assegnazione delle Bandiere Blu.
