Il recente e doloroso incidente che ha coinvolto una famiglia di ritorno da Palinuro ha riportato dolorosamente alla ribalta la questione della sicurezza sulla Strada Cilentana. Questa arteria, cruciale per le comunità a sud della provincia di Salerno, è purtroppo da anni teatro di tragedie che hanno segnato profondamente il territorio.
La sensazione di insicurezza e perplessità che ne deriva influisce negativamente sull’attrattiva turistica del Cilento. L’inerzia delle istituzioni e i lavori di adeguamento e sicurezza mai completati, uniti alla mancanza di una reazione decisa da parte della popolazione, trasformano ogni spostamento in un’odissea, caratterizzata da disagi, caos e code interminabili.
Un territorio in stallo
La Strada Cilentana, che dovrebbe garantire collegamenti rapidi e sicuri, è invece afflitta da limiti strutturali, cantieri infiniti, semafori e interruzioni costanti. Queste problematiche hanno non solo modificato le abitudini dei frequentatori abituali del basso Cilento, spingendoli a non tornare, ma hanno anche diminuito l’appetibilità turistica di alcune sue località.
Il Cilento è una terra ricca di bellezze naturali e dal grande potenziale, ma la sua viabilità resta una barriera insormontabile. La proliferazione di cantieri e deviazioni rende questa strada non solo pericolosa, ma anche anti-turistica, compromettendo le prospettive di sviluppo economico del territorio.
L’appello di Confesercenti
Il presidente provinciale di Confesercenti Salerno, Raffaele Esposito, ha più volte espresso pubblicamente la sua preoccupazione e oggi rinnova il suo appello. È tempo che la pubblica opinione e, soprattutto, le coscienze di chi vive e lavora in questa terra si risveglino. Bisogna cominciare a pretendere una viabilità decente e dignitosa per tutto l’anno.
Esposito ha sottolineato che Confesercenti sarà sempre al fianco della popolazione in questa battaglia. Ha inoltre evidenziato che, sebbene le criticità legate alla viabilità riguardino anche la Costiera Amalfitana, è fondamentale mettere in atto un’exit strategy e piani di accessibilità che siano condivisi e in linea con le esigenze dei territori. A suo dire, la disponibilità di servizi alternativi validi e confortevoli, data anche l’incidenza del costo del carburante, sarebbe accolta positivamente dall’utenza turistica.