Sono gesti fatti con premura, eppure servono meno di quanto sembri, perché il caldo finisce per concentrarsi in soggiorno mentre la camera e il bagno restano freddi.
Con l’arrivo della stagione dei riscaldamenti conviene allora rivedere qualche abitudine.
Per una persona anziana, che passa in casa gran parte della giornata, conta soprattutto una temperatura stabile in tutte le stanze che usa, insieme a un’aria che non sia troppo secca né troppo umida.
Perché aggiungere coperte non basta a scaldare
Una coperta pesante trattiene il calore, ma sul corpo di una persona fragile si fa sentire anche come un carico.
Chi ha poca forza nelle gambe fatica a girarsi sotto due o tre strati di lana, e se il letto è molto più caldo della stanza si suda, la biancheria si inumidisce e verso l’alba torna il freddo, sicché la notte passa fra coperte scivolate a terra e altre rimboccate in fretta.
Per chi resta disteso a lungo, quindi, pesano più i tessuti che il numero degli strati.
La questione si fa concreta quando l’anziano non si alza nemmeno di giorno, dopo un ricovero o per una malattia lunga, e il familiare che lo accudisce si trova a cambiare e lavare spesso proprio nei mesi in cui i panni asciugano piano.
Negli ospedali e nelle residenze per anziani il problema è noto da tempo, e alcune delle linee nate per quegli ambienti oggi esistono anche in versione per la casa. Segnaliamo, a titolo di esempio, HIP Sistema Letto, realtà specializzata nella biancheria per la degenza, che lavora da decenni con le strutture sanitarie e propone una linea anche per l’assistenza a domicilio.
Quanti gradi indica l’Organizzazione mondiale della sanità
Il riferimento più citato viene dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità su casa e salute, pubblicate nel 2018.
Per i Paesi a clima temperato o più freddo l’OMS indica 18 gradi come temperatura interna sicura per la popolazione generale durante la stagione fredda, e aggiunge che per gli anziani può servire una soglia minima più alta, come per i bambini e per chi soffre di malattie croniche, in particolare del cuore e dei polmoni.
Chi ha già problemi respiratori o cardiaci rischia di più, poiché l’aria fredda irrita le vie respiratorie e fa salire la pressione, affaticando cuore e polmoni.
Le stesse linee guida ammettono però che le prove disponibili non bastano a fissare un numero preciso sotto il quale la salute comincia a risentirne.
Il grado in più o in meno si decide quindi guardando la persona, i farmaci che prende e quello che riferisce, e su questo il medico di famiglia resta l’interlocutore giusto.
Stanza per stanza, dal giorno alla notte
In molte case il disagio nasce dalla differenza di temperatura fra un ambiente e l’altro.
Passare dal soggiorno ben riscaldato a un bagno gelido per lavarsi costringe il corpo a sbalzi che un anziano sopporta male.
Conviene scaldare il bagno qualche minuto prima di usarlo e lasciare la camera a una temperatura moderata anche di notte, invece di spegnere tutto e riaccendere al mattino.
Con l’umidità il discorso cambia. I termosifoni seccano l’aria, mentre cucinare, lavarsi e stendere il bucato in casa producono vapore che, se non trova uno sfogo, si deposita sui vetri e negli angoli freddi.
L’umidità che ristagna favorisce muffe e disturbi respiratori, come ricordano le linee guida che l’OMS ha dedicato proprio a questo tema.
Per rinnovare l’aria basta aprire le finestre per pochi minuti, ma del tutto, poiché uno spiraglio lasciato aperto per ore raffredda i muri e costringe l’impianto a lavorare di più.
Un piccolo termometro con igrometro appoggiato sul comodino, del tipo che si trova in ferramenta per pochi euro, dice poi molto più del termostato montato in corridoio, perché misura l’aria che l’anziano respira davvero nelle ore in cui dorme.
Domande Frequenti (FAQ)
A quanti gradi va tenuta d’inverno la camera da letto di una persona anziana?
L’OMS indica 18 gradi come minimo per la popolazione generale e ricorda che agli anziani può servire qualche grado in più, soprattutto se hanno malattie del cuore o dei polmoni. Nella pratica conta che la camera resti tiepida senza sbalzi fra sera e mattina, e se la persona lamenta freddo anche a 18 gradi è bene parlarne con il medico.
Qual è l’umidità giusta in casa d’inverno per chi è anziano?
I valori indicati più spesso per gli ambienti abitati stanno fra il 40 e il 60 per cento di umidità relativa. Sotto quella fascia naso e gola si seccano con più facilità, mentre sopra compaiono condensa sui vetri e macchie di muffa negli angoli.
Coperte elettriche e borse dell’acqua calda sono sicure per una persona anziana?
Si possono usare con qualche cautela. La borsa va riempita senza usare acqua bollente, avvolta in una fodera e sostituita appena la gomma mostra crepe. La coperta elettrica serve a scaldare il letto prima di coricarsi, va spenta quando ci si mette sotto e va evitata da chi ha poca sensibilità alla pelle, come accade in alcune forme di diabete, o da chi potrebbe non riuscire a spegnerla da solo.
