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La famiglia nel bosco a Valle dell’Angelo: Catherine e Nathan ottengono il sostegno del territorio

La famiglia Trevaillon presenta il libro a Valle dell'Angelo tra solidarietà locale e l'appello accolto da Papa Leone XIV. La storia e le ultime novità

Di: Alessandra Pazzanese
Pubblicato il: 13/08/2026
Aggiornato il: 13/08/2026
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La famiglia nel bosco a Valle dell’Angelo: Catherine è Nathan ottengono il sostegno del territorio

La vicenda della famiglia nel bosco continua a far discutere e a muovere le coscienze dell’opinione pubblica, sollevando interrogativi sul confine tra la tutela dei minori e la libertà di scelta degli stili di vita familiari. Nel piccolo comune cilentano di Valle dell’Angelo, Catherine e Nathan Trevaillon Birmingham hanno presentato il loro libro autobiografico, intitolato La mia verità, per fare chiarezza su una storia dolorosa che li vede ancora separati dai loro tre figli. Un’occasione che ha trasformato la loro battaglia personale in un momento di profonda riflessione collettiva sul benessere dell’infanzia e sul rapporto con la natura.

Origine del caso e situazione attuale dei minori

La vicenda giudiziaria e mediatica ha avuto inizio nel 2024, quando i tre bambini della coppia sono stati ricoverati in ospedale a causa di un’intossicazione da funghi. In seguito al ricovero, le autorità sanitarie e i servizi sociali hanno avviato una serie di verifiche per accertare le condizioni di vita della famiglia. Le ispezioni hanno evidenziato un contesto abitativo privo dei tradizionali allacciamenti alla rete elettrica e all’acqua corrente, accompagnato da condizioni igienico-sanitarie ritenute problematiche dai tecnici. Tali riscontri hanno portato al provvedimento di allontanamento temporaneo dei minori dai genitori.

Da quel momento, la coppia ha intrapreso un percorso per adeguarsi alle richieste delle istituzioni. Come ricordato dal giornalista Mediaset Vincenzo Rubano durante l’incontro: “Oggi la nuova casa c’è, le condizioni abitative anche, così come la possibilità che i bimbi frequentino regolarmente la scuola, ma i bambini non sono ancora tornati a casa”.

La solidarietà della comunità e l’attenzione delle istituzioni

Durante la tappa a Valle dell’Angelo, la famiglia ha ricevuto un’accoglienza calorosa da parte della cittadinanza e dei visitatori. Tra le diverse manifestazioni di affetto, c’è chi ha persino espresso l’intenzione di regalare un lama ai piccoli una volta tornati a casa. Un’attenzione che ha travalicato i confini locali, arrivando fino alla Santa Sede. Nei giorni precedenti, infatti, Papa Leone XIV ha risposto all’appello dei genitori assicurando vicinanza spirituale: “siete nelle mie preghiere”.

Catherine Louise Birmingham ha manifestato profonda gratitudine per il calore ricevuto: “Per me è importante essere qui, a Valle dell’Angelo, perché questo invito mi ha trasmesso tanto amore, un amore, quello della gente, che mi è arrivato da tutta l’Italia e che in questo momento mi dona tutta la forza che mi serve per affrontare questa vicenda, ne ho parlato anche nel mio libro”. Anche il marito Nathan ha evidenziato l’affinità emotiva con il luogo, paragonandolo ai paesaggi della Calabria: “Venendo qua ho trovato un bellissimo paesaggio, con le montagne e i paesini”.

Il dibattito medico-scientifico sui modelli educativi

A prendere le difese della famiglia è stato anche il sindaco di Valle dell’Angelo, Salvatore Iannuzzi, che ricopre il ruolo di dirigente di neuropsichiatria infantile presso l’Asl Salerno. Nel suo intervento, il primo cittadino ha posto l’accento sulla necessità di riconsiderare i parametri di valutazione del benessere dei minori nella società contemporanea.

“Abbiamo predicato luogo ideale per i bambini fossero le piccole comunità e abbiamo garantito a bambini italiani di grandi realtà italiani di fare colonie a valle dell’angelo. Ritenevamo contatto con la natura formativo. Oggi bambini vino distacco con la realtà”, ha spiegato Iannuzzi, aggiungendo: “Ci si è accaniti contro la famiglia nel bosco ma oggi i bambini vicino in un ambiente innaturale imprigionati nelle città. Oggi il disagio si origina proprio dallo stile di vita dei bambini. Oggi dobbiamo riflettere sulle condizioni di vita dei bambini e cambiare stile di vita”.

Prospettive legali e attesa dei provvedimenti giudiziari

Mentre prosegue la mobilitazione dell’opinione pubblica, il punto focale della vicenda rimane incardinato nelle decisioni delle autorità giudiziarie competenti, chiamate a valutare il rientro dei minori nella nuova residenza familiare alla luce dei cambiamenti strutturali apportati dai genitori.

Un cauto ottimismo viene espresso dallo psichiatra cilentano Tonino Cantelmi, consulente tecnico della famiglia, che in merito agli ultimi sviluppi procedurali ha dichiarato: “C’è fiducia, qualcosa si sta muovendo”. La decisione finale stabilirà se e quando i tre bambini potranno ricongiungersi ai genitori.

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