L’anniversario dell’omicidio di Angelo Vassallo, il celebre “Sindaco Pescatore” di Pollica ucciso il 5 settembre 2010, riporta al centro del dibattito pubblico la necessità di verità e giustizia per uno dei casi di cronaca più complessi del nostro Paese. In questa ricorrenza carica di significato, il figlio Antonio Vassallo ha annunciato l’imminente pubblicazione di un’opera letteraria edita da Feltrinelli, pensata per restituire una memoria completa della figura del padre, al di là del tragico evento di sangue. Il testo raccoglie anni di dolore, impegno e testimonianza diretta di chi ha vissuto in prima persona le conseguenze di quel delitto rimasto ancora parzialmente impunito.
Un libro nato per trasformare la rabbia in memoria condivisa
La genesi dell’opera nasce da un’esigenza interiore profonda e da un percorso umano articolato. Antonio Vassallo descrive il processo di scrittura non come una scelta professionale, ma come un atto dovuto verso la memoria paterna e la propria elaborazione personale.
“Ci sono storie che non scegli di raccontare,” spiega Antonio Vassallo. “Sono loro che, a un certo punto, chiedono di essere raccontate e per me è stato anche un modo per provare, dopo tanti anni, a placare quella rabbia che avevo e ho ancora dentro. Vengo dalla barca, dalle uscite a pesca. Non sono uno scrittore. Ma avevo bisogno di trovare un modo di dover raccontare.”
Dopo una prima stesura rimasta bloccata per lungo tempo, la svolta decisiva è arrivata negli ultimi anni, grazie ai progressi sul fronte giudiziario. “Dopo una prima scrittura, rimasta lì per anni, sono riuscito a riprenderla nel 2022, quando finalmente abbiamo avuto la possibilità di conoscere la ricostruzione della Procura, che ancora oggi ritengo chiara e attendibile,” prosegue Vassallo. “Oggi posso dire che Feltrinelli ha scelto di pubblicare la storia di Angelo Vassallo: l’uomo, il padre, il sindaco, il pescatore. Il suo amore per Acciaroli e per quella terra che aveva difeso fino all’ultimo.”
L’attesa della svolta giudiziaria e la ricerca della verità
Il racconto non si limita alla dimensione biografica del primo cittadino di Pollica, ma si intreccia con i passaggi fondamentali delle indagini sulla sua scomparsa. La conclusione del testo resta infatti deliberatamente sospesa, in attesa degli imminenti sviluppi processuali previsti per l’autunno.
“Purtroppo manca ancora qualcosa: il finale,” dichiara con amarezze il figlio del sindaco. “Quello che avevo immaginato è un finale di speranza, che possa dare finalmente quel senso di giustizia che in questo Paese, troppe volte, è mancato. Ho scelto di non scriverlo prima del 12 novembre, quando la Corte d’Appello sarà chiamata a pronunciarsi sul ricorso della Procura riguardo Cagnazzo. Non so quale sarà quella decisione. So soltanto che, qualunque essa sia, cambierà ancora una volta il significato di tante pagine che ho scritto.”
Il valore sociale del ricordo di Angelo Vassallo
La figura di Angelo Vassallo continua a rappresentare un simbolo di legalità e tutela ambientale per l’intero territorio del Cilento e per l’Italia intera. La sua attività amministrativa ad Acciaroli e Pollica si è distinta per una rigida opposizione alle speculazioni e per la difesa dell’ecosistema locale.
L’impegno della famiglia mira a preservare questo patrimonio etico, tenendo viva la richiesta di una risoluzione definitiva della vicenda processuale. “Io continuo a sperare,” conclude Antonio Vassallo. “Lo faccio per papà, per la mia famiglia e per tutti quelli che, in questi anni, hanno continuato a credere che la verità meriti di essere cercata fino in fondo. Perché mio padre non è soltanto il ricordo di quella notte e del 5 settembre ma tutto ciò che è stato prima di quella notte. E finché avrò voce, continuerò a raccontarlo.”
