Ad Agropoli la campagna elettorale per le amministrative del 2027 non è ancora cominciata, ma a giudicare dal fermento nessuno sembra averlo detto ai protagonisti. Gli schieramenti si stanno delineando e una sola certezza regge: l’unica vera incognita è il centrodestra. Per il resto, maggioranza e opposizione uscenti hanno le idee chiare. O almeno vogliono farlo credere.
Pesce, la corsa è dichiarata
Sul fronte dell’opposizione i dubbi sono pochi. Raffaele Pesce punta alla fascia tricolore e sarà il candidato delle liste del progetto Liberi e Forti. Cinque anni fa, con sole due liste a sostegno, sfiorò il ballottaggio, dimostrando che dopo quindici anni di governo nel segno della continuità una parte della città cercava un’alternativa.
Il dato politico è un altro. Sommando ai voti di Pesce quelli degli altri due candidati alternativi, Massimo La Porta ed Elvira Serra, la domanda di cambiamento risultava evidente. Serra, peraltro, si presentò agli elettori con toni persino più duri di quelli di Pesce nei confronti dell’amministrazione uscente, salvo poi approdare in maggioranza trasportandovi i voti del dissenso.
Mutalipassi, già espressione della precedente maggioranza, ha vinto grazie alla forza delle liste a suo sostegno e alla frammentazione del fronte alternativo. Oggi lo scenario è diverso. Pesce arriva più strutturato e sta allargando le liste. Il primo sostegno è quello di La Porta, consigliere di minoranza con un passato al fianco di Franco Alfieri e negli ultimi anni deciso a cambiare passo.
Centrosinistra, tra coalizione incerta e ritorni imbarazzanti
Più complicato il quadro nel centrosinistra. Il campo largo, evocato in passato, sembra tramontato: troppe liste civiche da tenere insieme e un M5S con cui in molti, soprattutto con l’attuale leadership, ammettono un certo imbarazzo ad allearsi. Più semplice l’intesa con AVS che ha in Antonello Scuderi il riferimento sul territorio.
La vera novità è il possibile rientro di Adamo Coppola. C’è chi applaude, chi si agita. Il motivo è noto: Coppola è stato sindaco per quasi cinque anni (e precedentemente vicesindaco di Alfieri) prima di essere sfiduciato dalla maggioranza che poi ha sostenuto Mutalipassi, assessore della sua giunta, che si è ritrovato al suo posto con un atto che molti hanno definito un tradimento. Rimettere i due sotto lo stesso tetto è un esercizio di equilibrismo.
Le letture sono due. La prima: Coppola avrebbe ricevuto delle scuse e sarebbe stato richiamato per portare voti e qualità a una squadra che a tratti si è mostrata secondo i critici impreparata e priva di visione. La seconda, più maliziosa, è quella che circola con insistenza nelle ultime settimane: sarebbe stato addirittura proposto a Coppola di tornare candidato sindaco al posto di Mutalipassi. Ipotesi che verrebbe avvalorata dal clima di sfiducia verso l’attuale amministrazione.
Le colpe, va detto, non sono imputabili esclusivamente al sindaco che, come Coppola cinque anni fa, si è trovato a governare con il sostegno di una maggioranza non sempre compatta e spesso interessata alle cariche ma non alle responsabilità che esse comportano. Per ora le dichiarazioni ufficiali indicano Mutalipassi come candidato della coalizione uscente. Resta da capire se siano parole di circostanza, per scoraggiare altre autocandidature, o la realtà. Ad Agropoli si ricorda che Coppola fu sostituito a poco più di un mese dal voto: dunque di tempo per eventuali rovesciamenti ce n’è.
Centrodestra, il convitato di pietra
Se a sinistra c’è l’imbarazzo della scelta, a destra c’è l’imbarazzo e basta. Fratelli d’Italia non ha più rappresentanza in città, mentre Forza Italia si regge su un triumvirato: la vecchia guardia di Emilio Malandrino e Mario Capo e la new entry Sara Annachiara Spinelli. Correranno da soli o cercheranno alleanze? Al momento nessuno lo sa, forse nemmeno loro.
La posizione più accreditata sarebbe un avvicinamento a Pesce che, pur non avendo una collocazione partitica, rappresenta nei fatti l’alternativa a un sistema che il centrodestra ha sempre combattuto. Ma è noto che in prossimità del voto ideologie e battaglie diventano più flessibili. La comparsa di un candidato solitario sembra improbabile, sia tra i politici in auge sia tra le nuove generazioni.
Il segnale da cogliere
Più chiarezza è attesa con l’anno nuovo. Per ora restano le incognite e una certezza: cinque anni fa Pesce e gli altri candidati alternativi hanno mandato un segnale a chi governa oggi e a chi si proporrà nel segno della continuità.
