Una protesta che non si ferma neanche davanti al maltempo e che, ad Eboli, vede unite due diverse generazioni. Accanto agli autotrasportatori, in presidio ormai da giorni, sono scesi in strada anche gli studenti. Né la pioggia né il vento hanno fermato i ragazzi, che si sono radunati nei pressi dello svincolo autostradale della città, proprio dove da giorni i camionisti portano avanti la loro mobilitazione. Una scelta precisa: schierarsi al fianco dei lavoratori in protesta per far sentire anche la voce del mondo della scuola, tra striscioni, cori e forte determinazione.
Carovita, diritto allo studio e precarietà: le richieste dei giovani
Al centro delle rivendicazioni degli studenti c’è il carovita, un fattore che pesa in modo sempre più incisivo sui bilanci delle famiglie e compromette l’esercizio del diritto allo studio. La preoccupazione maggiore guarda però al domani: la mancanza di lavoro, la stabilità occupazionale negata e gli stipendi insufficienti per costruirsi un futuro autonomo.
«Siamo qui per il nostro futuro. Il carovita pesa sul diritto allo studio, ma ci preoccupa soprattutto il dopo: precarietà e retribuzioni insufficienti», spiegano i manifestanti.
La vicinanza dei docenti e l’ampliamento della mobilitazione
Insieme ai giovani hanno partecipato al presidio anche diversi professori. I docenti hanno voluto testimoniare la propria vicinanza ai manifestanti, condividendo le motivazioni di una mobilitazione che, giorno dopo giorno, allarga il proprio raggio d’azione.
Da una parte chi si trova alla guida dei mezzi pesanti, dall’altra chi siede quotidianamente tra i banchi di scuola: due realtà distinte ma unite dalla medesima richiesta di risposte concrete alle istituzioni. Il presidio degli autotrasportatori prosegue e, con l’adesione degli studenti, la protesta di Eboli assume un significato sociale ancora più ampio.
