«Bisogna aprire gli occhi, il cuore e la mente di chi ci governa». È un monito chiaro e accorato quello lanciato ai microfoni di Infocilento da Monsignor Vincenzo Calvosa, vescovo della diocesi di Vallo della Lucania. In un momento storico segnato da forti tensioni internazionali e da crescenti preoccupazioni per le ripercussioni economiche dei conflitti, il presul ha voluto manifestare la propria solidarietà agli autotrasportatori impegnati nelle mobilitazioni e a tutte le famiglie schiacciate dal caro vita e dall’impennata dei costi del carburante.
La crisi di trasporti e agricoltura: a rischio la tenuta delle famiglie
«Dobbiamo tutti esprimere vicinanza», ha sottolineato il vescovo, ponendo l’accento sulle condizioni di chi, stretto dall’aumento dei prezzi e dalla necessità di proseguire la propria attività lavorativa, non riesce più a far fronte alle spese quotidiane. Una congiuntura critica che investe in pieno anche il comparto agricolo, con il concreto rischio di compromettere la filiera di approvvigionamento dei beni alimentari e la logistica delle merci. Pure riconoscendo gli inevitabili disagi causati dai blocchi stradali, Monsignor Calvosa ha invitato ad andare oltre le difficoltà immediate per comprendere le ragioni profonde della protesta: «Non possiamo non stare dalla loro parte, perché sono a rischio le loro famiglie e il loro lavoro».
Il pianto di un lavoratore: il simbolo dell’esasperazione sociale
Ad impressionare particolarmente il presul è stata l’immagine di un uomo di circa cinquant’anni, visto piangere nel corso delle manifestazioni. Un’istantanea che, secondo il vescovo, sintetizza meglio di qualunque discorso il peso drammatico delle difficoltà economiche e il senso di frustrazione di chi sente di aver raggiunto il punto di non ritorno.
Calvosa ha inoltre evidenziato la condotta pacifica della mobilitazione e il rispetto sempre mantenuto nei confronti delle forze dell’ordine.
L’appello alle istituzioni: «La pace parte dalla giustizia»
Da queste premesse si snoda l’appello rivolto alle istituzioni, sia a livello regionale che nazionale, affinché accolgano le istanze dei manifestanti e varino provvedimenti idonei a dare risposte concrete. «La pace parte dalla giustizia», ha affermato Monsignor Calvosa, richiamando l’importanza di decisioni eque e responsabili orientate al bene comune. Quando le ristrettezze economiche arrivano a intaccare il pane quotidiano, ha spiegato, diventa dovere primario riconoscere la sofferenza e intervenire tempestivamente prima che il quadro sociale degeneri ulteriormente.
Il messaggio del vescovo si conclude con un’invocazione di speranza e di preghiera rivolta alla Madonna e al Padre, con l’auspicio che possano sostenere chi soffre e muovere a compassione chi ha la responsabilità politico-amministrativa. Il fine ultimo resta la prevalenza dell’ascolto, del dialogo e di soluzioni condivise, indispensabili per restituire serenità e dignità a lavoratori e famiglie.
