È stata la Sala Erica di Capaccio Paestum ad ospitare la serata inaugurale della quinta edizione del Festival Internazionale della Poesia Sociale, ideato e diretto dalla poetessa e giornalista capaccese Milena Cicatiello. Un evento che, anno dopo anno, si conferma un importante punto di riferimento culturale, capace di coniugare poesia, impegno sociale e riflessione sulle grandi sfide del nostro tempo.
L’edizione 2026, dal titolo “Lettere dal Futuro: le vulnerabilità giovanili di oggi e di domani nell’opera di Rainer Maria Rilke”, rende omaggio al grande poeta nel 150° anniversario della sua nascita, prendendo spunto dal celebre testo Lettere a un giovane poeta. Un filo conduttore che invita a riflettere sulle fragilità delle nuove generazioni, tra disorientamento emotivo e crisi dei valori, individuando nella poesia uno strumento di speranza, ascolto e crescita.
L’apertura con il paesologo Franco Arminio e Milena Cicatiello
Ad inaugurare il Festival è stato il poeta e paesologo Franco Arminio, protagonista di un intenso dialogo tra il pensiero di Rilke e il suo libro La cura dello sguardo, due opere accomunate dalla ricerca della bellezza come forza capace di trasformare lo sguardo sull’uomo e sul mondo.
Ad aprire la serata è stata la giornalista e direttrice artistica Milena Cicatiello, che ha spiegato il significato di questa quinta edizione, sottolineando come il Festival sia nato con l’obiettivo di restituire alla poesia il suo valore sociale:
«Viviamo un tempo in cui tanti giovani cercano punti di riferimento. La poesia può diventare uno spazio di ascolto, di riflessione e persino di cura. Questo Festival nasce proprio dal desiderio di creare connessioni tra le persone e offrire un’occasione di crescita culturale e umana, mettendo al centro la bellezza della parola e il suo straordinario potere di generare consapevolezza».
Particolarmente apprezzato l’intervento di Franco Arminio, che ha invitato il pubblico a recuperare uno sguardo più autentico sulla realtà:
«La poesia non risolve i problemi del mondo, ma ci insegna ad abitarlo con maggiore attenzione. In un’epoca dominata dalla fretta e dalla superficialità, abbiamo bisogno di rallentare, osservare e prenderci cura dei luoghi e delle persone. Manifestazioni come questa dimostrano che la cultura può ancora creare comunità e restituire speranza».
Il saluto delle istituzioni
A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stato il sindaco di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino, che ha espresso soddisfazione per una manifestazione ormai consolidata nel panorama culturale cittadino:
«Il Festival Internazionale della Poesia Sociale rappresenta un patrimonio per la nostra comunità. Eventi di questo livello valorizzano il territorio e contribuiscono a diffondere una cultura capace di educare, coinvolgere e favorire il dialogo tra le generazioni. Ringraziamo Milena Cicatiello e tutti coloro che, con passione e dedizione, rendono possibile questa iniziativa».
I prossimi appuntamenti e il concorso “I diversi versi”
La rassegna proseguirà il 12 agosto, sempre alla Sala Erica, con l’incontro dedicato alla scrittrice e criminologa Lucia Sforza, che presenterà il suo romanzo Scacco Matto, affrontando il tema del disagio giovanile e dell’inclusione sociale.
Il Festival si concluderà il 4 dicembre con la cerimonia di premiazione del concorso di poesia sociale “I diversi versi”, tra gli appuntamenti più attesi della manifestazione. Il bando sarà pubblicato nel mese di settembre e la giuria sarà presieduta, anche quest’anno, dallo scrittore meridionalista Pino Aprile.
Con questa quinta edizione il Festival rinnova il proprio impegno nel promuovere la poesia come linguaggio universale, capace di interpretare il presente e di costruire ponti tra le persone. Un percorso culturale che proseguirà nei prossimi mesi, confermando Capaccio Paestum come luogo di incontro, confronto e condivisione, dove la forza della parola diventa strumento di cambiamento e di speranza.