La caduta anticipata del governo cittadino a Capaccio Paestum segna una nuova fase di profonda incertezza politica per la comunità pestana. L’interruzione dell’esperienza amministrativa rappresenta il culmine di una destabilizzazione iniziata negli ultimi anni, lasciando sul campo complesse sfide gestionali, finanziarie e istituzionali che richiedono ora una seria programmazione per il futuro del territorio.
Le origini dell’instabilità e il nodo dei conti pubblici
La situazione attuale affonda le sue radici nei recenti stravolgimenti politici che hanno interessato il comune salernitano. Tra i nodi centrali figurano una pesante situazione debitoria e i controlli sulla trasparenza amministrativa.
Sulla genesi di questa fase si è espresso l’ex consigliere e presidente del consiglio comunale, Emanuele Sica, che ha evidenziato come le scelte compiute dopo la conclusione della passata consiliatura abbiano inciso sul percorso dell’ente:
“La fine anticipata dell’Amministrazione comunale di Capaccio Paestum rappresenta l’epilogo di una crisi che viene da lontano e affonda le proprie radici negli anni bui che abbiamo attraversato. E, si sa, da cattive radici difficilmente possono nascere buoni frutti. Dopo la stagione Alfieri e il suo traumatico epilogo nel 2025, avevamo ritenuto che non vi fossero le condizioni per un ritorno immediato alle urne. La città si trovava in un quadro profondamente destabilizzato, alle prese con un disavanzo di oltre 60 milioni di euro e il conseguente rischio di dissesto finanziario, oltre che con l’attività della Commissione di accesso chiamata a verificare l’eventuale sussistenza di infiltrazioni o condizionamenti della criminalità organizzata”.
Il ritorno alle urne e l’implosione della maggioranza
Secondo la ricostruzione di Sica, l’incalzare dei tempi elettorali ha portato alla formazione di coalizioni prive del necessario affiatamento e di una linea programmatica coesa, fattori che hanno finito per comprometterne la stabilità:
“Si è scelto, invece, di accelerare al massimo per un rapido ritorno al voto, arrivando alle elezioni in poco più di tre mesi e dando vita, inevitabilmente, a compagini e proposte politiche alquanto eterogenee, spesso prive di una chiara identità e di un progetto politico realmente condiviso. Ne è nata un’Amministrazione che si è dimostrata, sin da subito, incapace di affrontare adeguatamente le enormi criticità ereditate e che, alla fine, è implosa sotto il peso delle proprie contraddizioni, come era purtroppo prevedibile”.
Le prospettive per il futuro della comunità pestana
Di fronte a uno scenario politico ridisegnato, l’attenzione si sposta sulle modalità con cui affrontare la ripartenza. Il superamento delle contrapposizioni personali e l’individuazione di responsabilità precise vengono indicate come tappe fondamentali per avviare una nuova fase amministrativa.
Sulle condizioni per avviare questo percorso, Sica ha sottolineato la necessità di una discontinuità fondata sul merito e sulla trasparenza:
“Oggi il quadro politico cittadino appare profundamente deteriorato. Occorre ricostruire, ripulire la scena e ristabilire le condizioni per un confronto sereno, fondato sui temi, sulle idee e sui problemi reali della nostra comunità, e non su una permanente guerra tra schieramenti finalizzata esclusivamente alla conquista delle stanze del potere. Capaccio Paestum ha bisogno di essere pacificata. Ma pacificare non significa dimenticare. Non significa cancellare il recente passato con un colpo di spugna, ignorare chi abbia fatto cosa, nascondere la polvere sotto il tappeto o rimuovere le responsabilità e le ragioni che ci hanno condotto fin qui. Nessuna ricostruzione può fondarsi su facili e bonari revisionismi: per risolvere un problema bisogna innanzitutto riconoscerlo, comprenderne le cause e, quindi, intervenire con serietà e metodo”.
Il rilancio istituzionale di Capaccio Paestum passerà dunque dal coinvolgimento di nuove professionalità e dal rispetto delle regole di legalità, con l’obiettivo di restituire stabilità all’azione di governo locale:
“Ricostruire significa allora ripartire su basi nuove, con idee chiare e recuperando quei valori di onestà, trasparenza, legalità e coerenza che troppo spesso sono sembrati scomparire dalla scena politica degli ultimi anni. Sono valori che, certamente, appartengono alla stragrande maggioranza della nostra comunità. È giunto, pertanto, il momento che donne e uomini dotati di competenza, qualità, principi e senso delle istituzioni decidano di mettersi in gioco e di assumersi la responsabilità di contribuire alla rinascita della nostra città. Non serve semplicemente voltare pagina. Serve comprendere ciò che è accaduto, chiudere definitivamente con gli errori del passato e cominciare a scrivere, con impegno e passione, una nuova storia per Capaccio Paestum”.
