Marina di Camerota si riafferma come uno dei centri di maggior rilievo per l’archeologia preistorica a livello europeo. Dal 14 settembre al 3 ottobre 2026, le celebri Grotte della Cala e del Poggio saranno il teatro di una nuova campagna di scavi archeologici condotta da un’équipe interdisciplinare di ricercatori. L’iniziativa rientra in un programma di ricerca a lungo termine che coniuga la tutela del patrimonio culturale con la divulgazione scientifica e il coinvolgimento della comunità locale.
La cooperazione accademica per lo studio del Paleolitico
La direzione scientifica della campagna di scavo è affidata all’Università di Siena, che guida un gruppo di lavoro composto da docenti, dottorandi e studenti provenienti dagli atenei di Bologna, Genova e Pisa. A livello internazionale, il progetto vede la partecipazione dell’Università di Nizza Côte d’Azur e del CNRS di Nizza.
Le operazioni sul campo sono autorizzate tramite concessione del Ministero della Cultura e si svolgono in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. L’attività di ricerca si avvale inoltre del supporto logistico ed economico fornito dall’Amministrazione Comunale di Camerota.
Oltre cinquant’anni di ricerche scientifiche nel Cilento
L’interesse scientifico per i giacimenti di Camerota ha origini negli anni ’60 del secolo scorso, grazie ai primi interventi promossi dai professori Arturo Palma di Cesnola e Paolo Gambassini. Da allora, i dati raccolti hanno consentito di ricostruire l’inquadramento cronologico, la geologia e le variazioni ambientali del basso Cilento durante il Paleolitico.
I dati evidenziano come il territorio di Camerota abbia svolto il ruolo di area di rifugio durante le fasi glaciali più rigide. Le condizioni climatiche favorevoli della costa cilentana hanno garantito la sopravvivenza di diverse specie vegetali e animali, offrendo un riparo ideale sia per i gruppi umani di Neandertaliani sia per i successivi Homo sapiens.
Le nuove evidenze pubblicate su Quaternary Science Reviews
L’importanza internazionale dei siti è sostenuta da una recente pubblicazione sulla rivista scientifica Quaternary Science Reviews. Lo studio, intitolato “Tracing the Epigravettian in southern Italy. Faunal exploitation in layer M of Grotta della Cala (Cilento, Italy)”, è firmato dalla ricercatrice Clarissa Dominici insieme al team dell’Università di Siena e del CNRS CEPAM dell’Université Côte d’Azur.
L’analisi dei resti faunistici rinvenuti nello strato M della Grotta della Cala, datato tra 20.203 e 15.784 anni fa (fase antica dell’Epigravettiano), ha permesso di fare luce su diversi aspetti delle comunità preistoriche:
- Strategie di caccia e sussistenza: i dati mostrano una prevalenza di resti di cervo rosso, caratterizzati da tracce di macellazione e rottura delle ossa lunghe per l’estrazione del midollo.
- Stagionalità dell’insediamento: la presenza di resti di giovani esemplari e maschi adulti abbattuti prevalentemente nei mesi invernali indica una frequenza d’uso della grotta limitata alla stagione fredda.
- Indicatori di variazione climatica: la progressiva riduzione della presenza del cervo tra 16.000 e 15.000 anni fa, coincidente con l’aumento di resti di capriolo e cinghiale, documenta il passaggio verso la fase climatica più calda e umida definita Bølling-Allerød (14.700-12.700 anni fa).
Il programma della campagna 2026 tra divulgazione e didattica
Accanto alle attività di scavo sul campo, la campagna 2026 prevede iniziative volte alla condivisione dei dati scientifici e alla formazione:
- Incontro di studio pubblico: un convegno promosso dal Comune di Camerota, dalla Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino e dagli atenei coinvolti (Siena, Bologna, Genova e Pisa). I ricercatori presenteranno i risultati delle indagini alla comunità locale e alla comunità scientifica.
- Laboratori didattici per le scuole: percorsi operativi rivolti agli studenti degli istituti primari e secondari di primo e secondo grado del territorio, volti a favorire la conoscenza del patrimonio archeologico del Cilento.
