Un vasto terreno agricolo di circa 250.000 metri quadrati in località Spinazzo, adibito ad allevamento di bovini e bufale da latte, è finito nuovamente sotto sequestro preventivo a Capaccio Paestum. L’operazione condotta dal Nucleo Tutela Ambientale della Polizia Locale ha portato alla luce un quadro di gravi violazioni ecologiche e maltrattamento di animali. La struttura era già stata sottoposta a un analogo provvedimento penale nel 2025 dallo stesso Comando, confermando una condotta recidiva nella gestione del sito.
L’ispezione si inserisce in un piano continuativo di monitoraggio delle attività zootecniche del territorio, finalizzato a garantire la corretta gestione dei reflui, la salvaguardia delle falde idriche e il rispetto degli standard di benessere animale.
Scarichi abusivi nei canali e impiego di droni durante le verifiche
L’intervento si è svolto con la collaborazione strategica dei volontari dell’associazione N.O.E.T.A.A. (Nucleo Operativo Ente Tutela Animali Ambiente) e delle guardie giurate del WWF Italia (Nucleo di Salerno). Durante la ricognizione, gli agenti e gli operatori hanno accertato la presenza di uno scarico abusivo di reflui zootecnici provenienti dalla vitellaia aziendale. Le acque reflue venivano convogliate illecitamente tramite condotte dotate di fori di troppo pieno, scaricando direttamente all’interno di un canale consortile adiacente.
Per definire con precisione la mappa degli illeciti e mappare l’estensione dell’area, gli agenti si sono avvalsi dell’ausilio di droni. Le operazioni di bonifica immediata hanno previsto il tombamento della condotta abusiva e il sequestro dei manufatti e delle vasche di raccolta utilizzati per l’evacuazione non autorizzata dei liquami.
Blatte, carcasse e maltrattamento: i rilievi igienico-sanitari dell’ASL
Agli illeciti di natura ambientale si aggiungono le contestazioni relative allo stato di detenzione del bestiame. Il personale veterinario dell’ASL competente, intervenuto sul posto per le valutazioni specialistiche, ha riscontrato una severa compromissione del benessere animale e pesanti inadempienze sotto il profilo igienico-sanitario.
Tra i rilievi più critici figura il ritrovamento della carcassa di un animale rimasta a cielo aperto in avanzato stato di decomposizione. La presenza del resto animale sul terreno ha fatto scattare la contestazione penale per illecito smaltimento di rifiuti speciali, che va ad aggiungersi ai reati di maltrattamento di animali e sversamento abusivo di reflui a carico dei titolari della società agricola.
L’intervento ribadisce la linea di fermezza adottata dalle autorità locali nella tutela della salute pubblica, nella protezione del suolo e nella salvaguardia dell’ecosistema agroalimentare della piana del Sele.
