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Il Cilento anni ’60, i lavori per la realizzazione del secondo binario

Il Cilento negli anni 60, i lavori per la realizzazione del secondo binario. Ecco tutte le curiosità

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Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 12/11/2022
Aggiornato il: 04/11/2022
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Secondo binario Cilento anni 60

Novembre 1953. La ferrovia Salerno – Paola, con una lunghezza di 221 km, a doppio binario ed elettrificata fin dal 1939, costituisce il primo tronco della ferrovia Tirrenica meridionale.

Essa è percorsa da tutti i treni che collegano la Calabria e la Sicilia a Napoli, a Roma ed al resto del Paese.

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Ecco la storia per la realizzazione del doppio binario

Questa linea ha una storia molto antica: già nel 1861, all’ indomani dell’ unificazione d’Italia, si iniziò a prendere in considerazione la realizzazione di un itinerario Tirrenico che avrebbe accorciato di parecchio la percorrenza tra Napoli e i centri della Calabria, collegamento che fino alla realizzazione della ferrovia era effettuato via mare con imbarcazioni da cabotaggio.

Risolto il problema dell’energia elettrica – I lavori di costruzione del doppio binario Battipaglia – Castelnuovo Vallo hanno richiesto per il macchinario che deve agire, un’adeguata erogazione dell’energia elettrica, per la quale è stata necessaria la costruzione di una rete che portasse sul tronco del doppio binario in lavorazione tutta la forza elettrica necessaria.

La costruzione della linea elettrica

La provvidenza della Cassa del Mezzogiorno, che provvide a costruire la linea elettrica, attrasse l’attenzione non solo del pubblico, che da molti anni protestava per l’insufficienza dell’energia elettrica ad Agropoli, ma di tutte le autorità preposte all’amministrazione del nostro comune, tra le quali il prof. Vincenzo Urti, Sindaco di Agropoli.

Egli, infatti, con ammirevole tenacia, con pazienza da certosino, si è mosso in lungo e in largo, bussando un po’ dappertutto, affinché Agropoli venisse illuminata da quella poderosa fonte di energia che dava moto e vita alle macchine addette alla costruzione del doppio binario.

Egli ha saputo saggiamente approfittare dell’esistenza “in loco” dell’ufficio tecnico dei lavori e della presenza dell’attivo e paziente Ing. Augusto Croce, direttore della nuova azienda “Lucania”, il quale sensibile e sollecito alle preghiere di tutti, ha risolto da par suo l’annoso problema dell’energia elettrica ad Agropoli.

Negli anni sessanta la linea aveva raggiunto la saturazione in seguito all’incremento vertiginoso del traffico viaggiatori e merci soprattutto di quello delle derrate proveniente dalla Sicilia; ciò rese necessaria l’opera di raddoppio del binario attuata mediante il consolidamento della sede e delle gallerie esistenti, la costruzione di rettifiche di tracciato e la costruzione di viadotti e lunghe gallerie soprattutto nelle tratte tra Agropoli e Praia a Mare e tra Palmi e Villa San Giovanni.

Immaginate il lavoro estenuante degli operai costretti a lavorare senza mezzi moderni, con poche macchine ed in zone talvolta impervie in un tratto che, solo da Salerno a Sapri, comprendeva 27 fermate, spesso tra colline e strapiombi (Salerno, Pontecagnano, Montecorvino, Battipaglia, San Nicola Varco, Albanella, Capaccio-Roccadaspide, Paestum, Ogliastro, Agropoli-Castellabate, Torchiara, Rutino, Omignano-Salento, Vallo della Lucania-Castelnuovo, Casal Velino, Velia, Ascea, Pisciotta-Palinuro, Caprioli, San Mauro La Bruca, Centola, Celle Bulgheria-Roccagloriosa, Torre Orsaia, Policastro Bussentino, Capitello, Vibonati, Sapri).

Un bravo dunque alla Cassa del Mezzogiorno, all’Ing. Comm. Augusto Croce, al sindaco Vincenzo Urti, che ha saputo incastonare un’altra perla nel diadema delle sue realizzazioni.

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