Raccolta rifiuti a Castellabate, minoranza contesta bando

Gruppo di minoranza chiede rettifica del bando

Servizio di igiene urbana e gestione e raccolta dei rifiuti a Castellabate, criticità sul passaggio di cantiere degli operai e sui servizi garantiti. A segnalarle il gruppo di minoranza Castellabate al Centro, attraverso una nota firmata dai consiglieri Domenico Di Luccia e Catina Tortora.

Raccolta rifiuti a Castellabate: le criticità

L’amministrazione comunale, infatti, ha approvato il Progetto del servizio di igiene urbana per la gestione integrata dei rifiuti e dello spazzamento del Comune di Castellabate da porre a base di gara per il periodo quadriennale 2022-2025. Costo complessivo 3.000.000,00 di euro annui.

Ma quale sarà il futuro dei lavoratori? Secondo Di Luccia e Tortora avranno delle conseguenze considerato che l’amministrazione comunale non avrebbe previsto il «passaggio di cantiere per gli attuali 5 dipendenti a tempo indeterminato addetti allo spazzamento della Castellabate Servizi alla nuova società affidataria del servizio». Non solo: tutte le unità addette allo spazzamento avrebbero avuto l’assegnazione del livello 1B (quando i 5 dipendenti appartengono già al livello 2A).

Le richieste del gruppo di minoranza

L’auspicio dei consiglieri di minoranza è che l’Ente modifichi la gara. Ma queste non sono le uniche criticità del bando per il servizio di gestione dei rifiuti a Castellabate. «Nel nuovo piano predisposto per il servizio di igiene urbana, a discapito del servizio “lavaggio strade”, che secondo una prima delibera di indirizzo pure avrebbe dovuto essere ricompreso ma di cui invece non c’è traccia nel piano, appare una seconda figura di coordinatore per il servizio spazzamento, per la “modica” cifra di euro 47.569,59 (quasi un altro dirigente praticamente)».

«Considerate le spese sostenute quest’estate per assicurare il lavaggio delle strade, la necessità di rendere anche tale servizio periodico e ben organizzato, l’esigenza di avere un numero di operatori ecologici in grado di far fronte al moltiplicarsi delle richieste nel periodo estivo, ci chiediamo: ma non sarebbe stato meglio investire diversamente tutti questi soldi?», si chiedono Di Luccia e Tortora.

«Non capiamo, pertanto, i motivi di questa scelta, economicamente dannosa per il Comune e ad esclusivo vantaggio della società che risulterà affidataria del servizio. Ma non avevamo un sacco di debiti? Non era in atto un utilizzo ponderato delle risorse?», concludono.

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