Le origini di Napoli: fondazione, miti e leggende

Napoli è tra le città del sud più belle in assoluto, non solo dal punto di vista fisico e pratico, ma anche dal punto di vista filosofico e sentimentale. Già a partire dal racconto circa le sue origini, la città della pizza e della sfogliatella riesce ad incantarci… questo perché non mancano miti, leggende e racconti popolari su come e quando sia stata fondata.

È doveroso precisare che ci sono così tante versioni sulla nascita del capoluogo campano, che diventa anche complicato farle incastrare tra loro.

Ecco perché di seguito, con l’aiuto degli esperti, gli amici di Napolimisteriosa.it, andiamo ad analizzare alcuni degli aneddoti storici e leggendari maggiormente diffusi circa la fondazione della bella Napoli.

Le origini del nome Napoli

Per capire a fondo le origini di Napoli, dobbiamo partire dal motivo per il quale alla città sia stato dato questo nome.

Ebbene, la spiegazione è da ritrovare molti millenni orsono: Napoli è la versione italiana della parola greca Neapolis, letteralmente città nuova.

Quando i coloni (ovvero i Greci) arrivarono attirati dalla sua bellezza, dalla sua posizione geografica, e dal clima molto mite, decisero di sostituire il vecchio nome della città, ovvero Partenope, con appunto Neapolis per ridarle nuova vita e nuovo splendore.

L’attuale nome della città fu scelto (con tanto di battesimo) il 21 dicembre del 475 a.C.

I greci ci tennero a fare differenza con quella vecchia polis che a causa degli etruschi era diventata un piccolo conglomerato urbano.

I Greci di Cuma realizzarono nuove infrastrutture, misero a nuovo il Centro Storico, ed estesero le loro innovazioni per tutta la città (basti pensare che ancora oggi a Piazza Bellini si possono ammirare resti delle mura antiche).

La data appena indicata non fu scelta a caso dai greci, ma fu per loro simbolica, dal momento che ogni 21 dicembre assistiamo al solstizio d’Inverno.

La leggenda della sirena Partenope

Se in origine la città si chiamava Partenope, e se ancora oggi sinonimo di napoletano è partenopeo, un motivo ci sarà.

E quest’ultimo va cercato nel mito della sirena Partenope, la quale cerca di circuire con il suo canto l’eroico Ulisse.

Il re di Itaca riesce però con furbizia a non farsi incantare dalla soave voce della sirena. Così affranta per aver fallito, Partenope si suicida. Il suo corpo giunge alla deriva fino agli scogli della piccola isola di Megaride, dove oggi sorge il Castel dell’Ovo.

Una volta dissoltosi il suo corpo, il golfo (di Napoli) prese la forma della sirena e così in suo onore fu dato alla città il suo nome (la testa di Partenope sarebbe Capdimonte e la coda la collina di Posillipo).

Una variante di questa leggenda, adduce il suicidio della sirena Partenope non ad Ulisse, ma al suo amore per il centauro Vesuvio, il quale fu trasformato in vulcano da Zeus perché geloso della sirena. Partenope non sopportando la lontananza dal suo amato, si tolse la vita.

Ci sono tante altre versioni della leggenda. Una di queste descrive infatti Partenope non come una sirena, ma come una ragazza bellissima, figlia di Eumelo, che morì durante una tempesta. In onore alla sua innocenza, fu dato alla città il suo nome.

La storia di Napoli

Al di là dei racconti mitologici, dei misteri e delle superstizioni che aleggiano sulla nascita di Napoli, è la storia documentata a fare davvero la differenza.

La città di Partenope ha conosciuto epoche d’oro, ma in seguito al predominio degli etruschi, nel 530 a.C. visse un periodo di declino.

La sua rinascita cominciò così nel 474 a.C. con l’espansione della Magna Grecia che sconfisse gli etruschi in mare e conquistò tutto il Sud Italia.

Più nel particolare, Neapolis, la città nuova, nasce quando i Greci arrivano nel golfo campano. Innamorati del clima, della bellezza del luogo, e della sua posizione strategica per gli scambi commerciali, decidono di stanziarsi ivi stabilmente, concentrandosi in particolar modo nelle località in cui vi erano le grotte di tufo (in particolare nella zona di via Chiatamone e Morelli).

Fu l’amore dei Greci per la città nuova ad indurli ad arricchire la città, a fortificarla, e a renderla un ottimo luogo per incrementare i propri affari.

Al contempo la posizione geografica, rendeva Neapolis perfetta per difendersi dagli attacchi nemici.

I greci non trascurarono di rianimare il vecchio borgo, dividendo così la città in due parti, la città vecchia, ovvero Pelapolis, e la città nuova, ovvero Neapolis, che godeva di un porto, di strade realizzate e di nuovi complessi architettonici.

Circa un secolo più tardi, i greci di Cuma persero la loro egemonia nell’Italia Meridionale, dopo aver perso una battaglia contro i Sanniti, antico popolo italico stanziato nel Sannio.

E fu così che la meravigliosa Napoli iniziò un nuovo capitolo della sua vita, con i sanniti acquisì sempre più prestigio e divenne anche molto potente, tanto che qualche anno più tardi divenne calamita per i conquistatori essendo una delle città più importanti del Mediterraneo.

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