Pollica: un’ordinanza per prevenire il rischio incendi

Per i trasgressori prevista una sanzione amministrativa fino a € 500.

POLLICA. Il Sindaco Stefano Pisani ha firmato un’ordinanza relativa al taglio della vegetazione sui terreni inedificati, ricadenti nei centri abitanti o nelle prossimità di un centro abitato per prevenire il rischio d’incendi durante il periodo estivo.

Per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa fino a € 500.

Pollica, rischio incendi: le regole per i privati

Il provvedimento del primo cittadino ordina a tutti i proprietari o possessori a qualsiasi di terreni ubicati nei centri abitati di Pollica o delle frazioni, o prospicienti un centro abitalo di provvedere a vista alla pulizia mediante il taglio della vegetazione, il decespugliamento e l’asportazione dei residui colturali e con l’eliminazione di cespugli, arbusti, foglie, rami o sterpi lungo il confine con le strade, le Vie e i sentieri al punto tale da tenere pulita la fascia di rispetto del confine stesso secondo quanto previsto nel Regolamento Comunale.

Inoltre è fatto divieto a porre in essere tutte le azioni determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di incendio per per le cui trasgressioni si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma non inferiore ad € 1032,91 e non superiore ad € 10329,13, nel caso trattasi di esercenti attività turistiche oltre alla sanzione è disposta la revoca del provvedimento che consenta l’esercizio dell’attività, con in mancanza il provvedimento d’ufficio a spese dei contravventore, oltre alla denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art 1650 del Codice Penale.

Le zone boscate e i pascoli i cui soprassuoli sono stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici dall’evento, deve essere espressamente richiamato il predetto vincolo, pena la nullità dell’atto. Sona, altresì, vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate, il pascolo e la caccia e per cinque anni le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche.

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