Referendum 12 giugno: ecco cosa c’è da sapere

Oltre alle elezioni amministrative nei Comuni interessati, il 12 giugno prossimo, i cittadini italiani aventi diritto al voto sono chiamati a esprimere la loro opinione in merito a cinque referendum sulla giustizia. I quesiti sono abrogativi, cioè intendono cancellare leggi o alcune parti di norme già in vigore.

I Referendum del 12 giugno

I referendum abrogativi di questa tornata sono tutti relativi al settore giustizia, proposti dai partiti della Lega e Radicali italiani e dichiarati ammissibili dalla Corte costituzionale il 16 febbraio scorso.
La legge che li prevede e ne determina le modalità d’attuazione è l’ex art.75 della Costituzione. Si potrà votare solo nella giornata di domenica dalle 7 alle 23 e possono farlo i cittadini iscritti nelle liste elettorali che hanno compiuto il diciottesimo anno di età entro il 12 giugno 2022.

Per gli italiani residenti all’estero in via permanente o provvisoria, la legge consente il voto per corrispondenza o la richiesta al Consolato entro un limite temporale, scaduto ad aprile.

Se si barra la casella del Sì vuol dire che l’elettore intende abolire la normativa in atto mentre se s’indica il No allora il votante esprime la volontà di lasciare la legge in vigore. I referendum si ritengono validi se si raggiunge il quorum di votanti pari al 50 per cento più uno.

Le schede dei referendum

Il quesito 1, di colore rosso, chiede di abolire la parte della legge Severino che vieta di candidare (pena decadenza automatica) parlamentari, componenti del governo, consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali in caso di sentenze definitive di condanna per delitti non colposi;

Il quesito 2, di colore arancione, chiede di cancellare per la custodia cautelare la motivazione della reiterazione del reato. Adesso, prima del processo penale, il giudice per le indagini preliminari può disporre il fermo (in carcere o ai domiciliari) per evitare che l’indagato ripeta il presunto reato.

Il quesito 3, di colore giallo, intende cancellare il cambio di funzione tra i magistrati. Per la legge in vigore, è possibile che in un processo il magistrato abbia una funzione giudicante (terzietà del giudice) e in un altro funzione requirente (pubblico ministero, accusa).

Il quesito 4, di colore grigio, vuole introdurre membri laici (docenti universitari e avvocati) nel Consiglio direttivo della Cassazione e in quelli giudiziari (distretti di Corte d’Appello) per valutare l’operato dei magistrati, ora esclusi da una legge del 2006.

Il quesito 5, di colore verde, intende abrogare l’obbligo per un magistrato di raccogliere da 25 a 50 firme per candidarsi al Consiglio superiore della magistratura (Csm).

Il quorum

Infine, per stabilire il quorum necessario, si calcolerà la popolazione italiana risultante al 31 dicembre 2021, cioé 51 milioni 533 mila 195 (compresi i residenti all’estero) aventi diritto al voto, di cui 26 milioni 493 mila 922 donne e 25 milioni 039 mila 273 uomini.

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Redazione Infocilento

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