San Marco di Castellabate in festa per il Santo patrono, ecco il programma

Appuntamento il 25 aprile con il ritorno della tradizionale processione via terra e via mare per i Solenni festeggiamenti in onore di San Marco Evangelista

SAN MARCO DI CASTELLABATE. Dopo lo stop dovuto alla pandemia, tornano i Solenni festeggiamenti in onore di San Marco Evangelista, Santo patrono di San Marco di Castellabate.

Quest’anno, sarà l’occasione per festeggiare anche un anniversario importante, ricorre, infatti, il centenario della prima festa; era il 1922 quando, i fedeli, si apprestavano a vivere, quella che oggi è una delle festività più attesa dell’anno per la comunità di San Marco.

Ecco il programma in onore del Santo Patrono

Primo appuntamento da non perdere, il 23 aprile alle ore 14:00 alla zona porto con il IV Palio Vivi San Marco, giochi della tradizione popolare a cura dell’Associazione ViviSanMarco.

Il 24 aprile, sarà la volta della Fiera tradizionale per le strade del paese e alle alle 22:00, spettacolo musicale in Piazza Don G. Comunale, in compagnia de La Banda della Posta.

Solenni festeggiamenti il 25 aprile

Lunedì 25 aprile, il giorno della grande festa.

Alle ore 08:00, con il suono delle campane, lo sparo dei fuochi e l’arrivo del concerto Bandistico Santa Cecilia, Castellabate annuncia l’inizio del Giorno della Festa.

Alle ore 11:00 Solenne Messa presieduta da S. Em. Rev.ma Cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi. Concelebrano S. Ecc. Rev.ma Mons. Ciro Miniero, Vescovo di Vallo della Lucania.

Si proseguirà, poi, con la tradizionale processione del Santo per terra e per mare e al termine Atto di Affidamento delle Parrocchie appartenenti alla Rete delle Città Marciane.

Cenni storici sulla festa di San Marco Evangelista

Dal 27 Settembre 1961  Don Antonio Lista, oltre alla processione per le vie del paese, introdusse  quella via mare che conserva tuttora un particolare fascino. La statua del Santo viene issata a bordo di un motopeschereccio e collocata su un apposito altarino. Sullo stesso prendono posto il parroco, le Autorità, la banda musicale e un folto numero di fedeli. Le imbarcazioni in processione si dirigono verso  la Torre Perrotti e verso l’isoletta di Licosa, dove molti presenti vanno con il pensiero ai 52 marinai del sommergibile Velella, caduti in mare nel Settembre del 1943.

La tradizione racconta anche di tanti episodi in cui il santo è corso in aiuto dei suoi fedeli. Alla fine del XIX secolo, ad esempio, la montagna di Licosa e le località vicine furono invase dalle cavallette, che, in poco tempo, distrussero il raccolto e provocarono danni inestimabili alla vegetazione e alle colture. L’ amministrazione ricorse a vari rimedi, ma il numero delle cavallette si intensificò.

Il popolo si affidò a San Marco. La statua del Santo fu portata in solenne processione tra le zone colpite dall’invasione delle cavallette. Pare che al suo passaggio le cavallette, impaurite ed atterrite, si dessero alla fuga, liberando i campi dalla loro nefasta presenza.  Si racconta, inoltre, che durante una grande siccità i fedeli invocarono il Santo per chiedere il ritorno della pioggia. Esaudite le preghiere, venne introdotta  una festa di voto che, per moltissimi anni, è stata  celebrata alla fine di maggio. 

Durante le improvvise tempeste di vento, di acqua e le violente burrasche marine, San Marco è invocato dai fedeli, molto devoti al Santo che dimora nell’attuale chiesa parrocchiale, la cui costruzione è iniziata nel 1911 e si è conclusa intorno al 1937. La statua odierna del Santo venne realizzata proprio in quel periodo.

Oggi San Marco è un santo molto venerato nel borgo dove un nutrito gruppo di giovani porta avanti tradizioni che sembrano lontane, ma indispensabili per riscoprire il senso di appartenenza di questi luoghi.

Appuntamento il 29 aprile con il cantante Al Bano

Altro appuntamento da non perdere, il 29 aprile quando, ad arrivare a San Marco di Castellabate, sarà il cantante Al Bano. Presso la Rotatoria Torretta, alle ore 17:30, si svolgerà l’inaugurazione della Targa Città Marciane, di cui l’artista ne è l’ambasciatore.

Un commento

  1. E’ giusto il divieto, purtroppo in Italia non si segue l’esempio.

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